27 novembre 1998

Stupidità e buonismo


"CORRIERE DELLA SERA" 27 novembre 1998
GIOVANNI SARTORI

Il confine tra buonismo e stupidismo è sottile, e come tutti i nostri confini, difficile da difendere. Non è che i buonisti siano per ciò stesso stupidi; è che gli stupidi in cerca di una causa da sbandierare oggi la trovano nel buonismo. E siccome sono stupidi, il loro sforzo si ferma lì.
Nel suo memorabile saggio satirico su "Le leggi della Stupidità Umana" (occultato, in italiano, in un volumetto intitolato "Allegro ma non troppo") Carlo M. Cipolla - massimo storico dell'economia, ma anche scrittore argutissimo - divide gli uomini in quattro categorie: intelligenti, banditi, sprovveduti, stupidi. Le azioni dei primi producono vantaggi sia agli altri che a loro stessi. Le azioni degli ultimi , invece, producono danni tanto a sé stessi quanto agli altri. Pertanto la stupidità è il peggiore di tutti i mali (per il Corano è addirittura un peccato). E' peggiore del banditismo (di chi cerca solo il vantaggio proprio), e anche della sprovvedutezza (di chi nel danneggiare sé stesso avvantaggia un altro), non solo perchè la numerosità degli stupidi è incalcolabile (per l'Ecclesiaste è addirittura infinita: stultorum infinitum est numerus), ma soprattutto perchè la stupidità, essendo irrazionale, danneggia tutti in modo imprevedibile e alla cieca.