05 maggio 2004

Internettiano con dubbi

5 maggio 2004: provo anch’io a costruire un Blog. Comincio con una riflessione: costruendo questo sito,
www.quintavalle.it, credevo molto in Internet, nella sua funzione di avvicinare popoli e persone, nella sua capacità democratica di dare una voce a tutti.
Alla prova dei fatti, però, l’illusione della globalizzazione non regge. Certo, Internet ci permette di entrare in relazione con emeriti sconosciuti che stanno in Cina, ma davvero questo è utile, se poi non siamo capaci di avere cordiali rapporti con i nostri vicini di casa? Il vicino è quello che mi tossisce nell'orecchio in autobus, l'automobilista dietro di me che suona il clacson, il rompicoglioni del sesto piano. Evangelicamente, “il prossimo” che dovremmo amare come noi stessi, ma che è già così difficile da sopportare.

Tempo fa una donna conosciuta su ICQ mi ha invitato a venire a fare un viaggio con lei in Islanda, pur non avendomi mai visto prima, sulla base solo della simpatia che le ispiro in chat, di una foto, e del mio ritratto su Internet; eppure ieri sera due ragazze che erano nella macchina a fianco alla mia hanno distolto lo sguardo per non incrociare i loro occhi con i miei. Guardo allo specchio il mio brutto ceffo e mi chiedo se visto di persona sono davvero così poco rassicurante. O è solo la vicinanza che crea imbarazzo? Perchè ciò che è lontano viene percepito come rassicurante, e ciò che è vicino no?
Certo alla distanza le persone, specie se non si conoscono, si osservano e capiscono meglio. Tuttavia non si partecipano. Come fotografo sono consapevole che un passo indietro è prezioso a volte per mettere a fuoco. Un teleobbiettivo mi avvicinerà il soggetto assai di più che se lo vedessi da vicino. Come la fotografia, Internet si gioca tutto su questa paradossale antinomia, lontano/vicino. Così, la fotografia è un esercizio sterile come la caccia, se il fotografo non sa mettersi in relazione con chi ritrae, e Internet può essere dialogo, solo se si fugge alla tentazione del monologo, seppure a due.

Credo che lo strumento vada utilizzato con coscienza. Facendo attenzione a non crearci le nostre esistenza solitarie davanti al computer, al sicuro e al riparo dalle noie del mondo, con l'alibi che invece siamo al centro di tutto. Di tanto in tanto alzando il culo per vedere il mondo reale e le persone come sono. Tanto per cominciare vado in Islanda con la tipa….