31 ottobre 2006

Utile per l'ufficio ;-)

Obbedite ai vostri capi e state loro sottomessi, perché essi vegliano su di voi…; obbedite, perché facciano questo con gioia e non gemendo: ciò non sarebbe vantaggioso per voi.

Dalla lettera di S. Paolo agli Ebrei 13, 17

30 ottobre 2006

One night stands

Ogni tanto passano in televisione un delizioso film di Vincente Minnelli - “Come sposare una figlia” con Sandra Dee, Rex Harrison e Kay Kendall - commedia brillante che, narrando l'ultimo ballo delle Debuttanti a Londra nel 1958, descrive con garbo e ironia il tramonto dell’alta società inglese, fondata sul culto della forma e delle buone maniere. La bibbia di quel mondo erano i manuali di etichetta di Debrett's, editore dal 1769. I tempi cambiano e, miracolo tutto inglese, le tradizioni si rinnovano nella continuità: così Debrett's è sopravvissuto e ha appena pubblicato “Etiquette for girls”, un manuale di bon ton destinato alle ragazze del nostro tempo, “sassy, metropolitan, chic”.

Un intero capitolo dell’opera è in particolare dedicato al “Men’s management” - dove gli 'uomini da gestire' sono soprattutto quelli incontrati durante le storie da una notte. Il Times ha notato perplesso che le “one night stands” sono talmente citate e accettate nel manuale da essere persino abbreviate con una sigla, “ONS”.

Ciò farà particolarmente piacere a quelle signore che amano darsi arie da donne disinvolte e liberate, dandosi a molte “ONS” con uomini di passaggio. Per carità, nulla di cui scandalizzarsi: ma nemmeno cosa di cui menar troppo vanto. Noi maschietti pratichiamo spesso (mai troppo spesso, lamenterebbe qualcuno…) lo sport del rimorchio facile e senza impegno sentimentale. Tuttavia, lungi dal cercare di nobilitare simili episodi con termini inglesi che fanno tanto chic, li definiamo “scopate”, "trombate", o “botterelle”: roba da non confessare mai alle fidanzate, semmai da raccontare agli amici in sauna o al pub di fronte a diverse pinte di birra, con rumorose risate, allusioni e pacche sulle spalle.

La voluta becera trivialità con cui descriviamo tutta la faccenda esprime, ai nostri occhi, il carattere animalesco e non troppo commendevole di questo approccio al sesso, praticato nell’attesa e nella beata speranza di incontrare una donna superiore capace di elevarci dalla condizione di bruti.

La guida Debrett, invece, sdogana finalmente le one night stands femminili: non più roba per ragazzette di facili costumi
disponibili a una-botta-e-via, bensì pratica distintiva della femmina trendy ed emancipata: che sarà così libera di comportarsi, anche in questo campo, come la brutta copia di un (brutto) uomo. Evviva la parità.

Quanto a noi uomini,
temo, continueremo in cuor nostro, al riparo delle censure politically correct delle psicologhe da settimanale femminile, a disprezzare le fanciulle che ci si concedono troppo facilmente, defraudandoci del raffinato piacere della seduzione e della conquista.

Cento, mille volte meglio espugnare una fortezza dopo un lungo e faticoso assedio, piuttosto che trovarsi davanti la porta subito spalancata e la pappa pronta. E che gusto ci sarebbe, allora?


20 ottobre 2006

D'accordo

La vita o è un’audace avventura o non è niente.
Helen Keller


06 ottobre 2006

Vendemmiare o raccattare

Con la nuova finanziaria e decreti collegati le scuole di alta amministrazione dello Stato si avviano a miseranda fine: la SSPA, della quale prima si progetta la fusione con il Formez, e poi si annuncia la chiusura della sede di Acireale; la SSEF, alla quale vengono ridotti i fondi, e una metà dei restanti destinati all’affidamento in ousourcing “a società specializzate, di consulenze, studi e ricerche”.
Aggiungiamo che i concorsi pubblici verrebbero riservati (concorso pubblico riservato è un evidente ossimoro) a coloro che si trovano già in amministrazione a diverso titolo, cioè precari, stagisti etc (praticamente resuscita il ‘volontario’ cavouriano): così la selezione delle nuove leve della PA, lungi dall'essere limpida, selettiva e meritocratica, sarà figlia dei percorsi più ambigui.

I tempi in cui la sinistra sembrava esprimere un interesse organico e scientifico per la riforma della PA sembrano sideralmente lontani.
Sarebbe ora invece di riproporre il tema di come si entra in amministrazione e soprattutto nella dirigenza. Della necessità di una scuola nazionale di amministrazione che non sia un fumoso centro studi o un’università in sedicesimo, affidata ad accademici rottamati e a consulenti superpagati, ma una vera scuola della leadership amministrativa e politica del paese.

Sogni? Può darsi, anzi certamente.

Ciampi, ricevendo noi allievi dei corsi-concorso di formazione dirigenziale della SSPA, auspicò che ci fosse una vendemmia annuale di giovani dirigenti, un programma che consentisse alle migliori energie del paese di considerare una carriera nel pubblico impiego.
Metafora agricola assai pertinente: perché chi raccoglie, vuol dire che prima ha seminato. Mentre che non ha avuto la lungimiranza di seminare, poi si trova, nel bisogno, a raccattare qua e là quello che trova.
E poi succede che i tipi come Ichino dicano peste e corna del pubblico impiego…

04 ottobre 2006

Amen !!!

"Perciò approvo l'allegria, perché l'uomo non ha altra felicità, sotto il sole, che mangiare e bere e stare allegro. Sia questa la sua compagnia nelle sue fatiche, durante i giorni di vita che Dio gli concede sotto il sole. "

Ecclesiaste, 8, 15

02 ottobre 2006

La bella morte

Un uomo di Ferentino è morto nella tarda serata di ieri, mentre stava cenando, soffocato da un fetta di prosciutto. Il boccone gli è andato di traverso e gli ha bloccato il respiro. Morte assurda, dicono i giornali. Bella morte, dico io. Quale fine migliore che essere uccisi da qualcosa di buono, o da chi si ama? Sincera invidia.