31 dicembre 2010

Quando lo Stato fa clic

Quando lo Stato fa clic » Fotocrazia - Blog - Repubblica.it:

Vi consiglio la lettura attenta di questo volume, Fotografia e committenza pubblica, confezionato da Roberta Valtorta, direttrice del Museo della fotografia contemporanea di Cinisello Balsamo (istituzione pubblica) con l’aiuto di diciotto curatori o studiosi di altrettante esperienze di fotografia “parastatale”: da quella di Roger Fenton, mandato in Crimea in missione per conto della regina Vittoria fino ai progetti di rilevazione paesistica di governi, governatori e sindaci, passando per la madre di tutte le committenze pubbliche, la storica e forse un po’ troppo enfatizzata Farm Security Administration dell’era rooseveltiana Usa.

Fosse solo D'Alema...

Ha fatto scalpore la notizia ricavata dai cables di Wikileaks secondo la quale Massimo d’Alema avrebbe dichiarato all’Ambasciatore americano che la Magistratura italiana è la più grossa minaccia allo stato italiano. La cosa ha suscitato in quegli ambienti reazioni furibonde e sprezzanti, del tipo ‘molti nemici, molto onore’. Sorvolando però elegantemente sul seguito del dispaccio, che nessun giornale ha pubblicato:

 

“Despite fifteen years of discussions on the need for comprehensive judicial reform, no significant progress has been made. Italians, by and large, consider their judicial system broken, perhaps beyond repair, and have very little confidence that the system actually delivers justice.”

 

E di questo, c’è di che essere fieri? 

29 dicembre 2010

Le ultime parole famose...

Art. 10 – Obblighi di correttezza del magistrato
Il magistrato non si serve del suo ruolo per ottenere benefici o privilegi.

Si comporta sempre con educazione e correttezza; mantiene rapporti formali, rispettosi della diversità del ruolo da ciascuno svolto; rispetta e riconosce il ruolo del personale amministrativo e di tutti i collaboratori.

 

Art. 14 – I doveri del dirigente
Il magistrato dirigente dell’ufficio giudiziario cura l’organizzazione e l’utilizzo delle risorse personali e materiali disponibili in modo da ottenere il miglior risultato possibile in vista del servizio pubblico che l’ufficio deve garantire… Garantisce … la serenità del lavoro di tutti gli addetti all’ufficio assicurando trasparenza ed equanimità nella gestione dell’ufficio ...

 

Dal CODICE DEONTOLOGICO DEI Magistrati adottato dall’Associazione Nazionale Magistrati

 

 

 

26 dicembre 2010

Breviario per dirigenti severi

Io tutti quelli che amo li rimprovero e li castigo. Mostrati dunque zelante e ravvediti.

Apocalisse 3,19

24 dicembre 2010

Scale a chiocciola

Mi è venuto in mente di fare una piccola ricerca sul tema delle Scale a
Chiocciola di Roma: quella del Mascarino, al Quirinale, quella di Pirro
Ligorio in Vaticano, quella del Borromini a Palazzo Barberini, la Scala
Regia del Sangallo (?) a Caprarola, la doppia chiocciola del Pozzo di San
Patrizio a Orvieto, lo scalone dei Musei Vaticani.

22 dicembre 2010

Tengo famiglia

Questa è l’Università dove ho studiato. Faceva schifo allora, e fa ancora più schifo adesso.


Sapienza-Tor Vergata,
parentopoli prima della riforma

Gli studenti ai politici: «Voi chiusi nei palazzi noi liberi per la città»

ROMA - Vigilia dell'approvazione della riforma Gelmini, ultimi colpi di coda dei Baroni. Infatti ecco che spuntano nuove assunzioni e promozioni di parenti negli atenei La Sapienza e Tor Vergata. Protagonisti: i familiari dei rettori Luigi Frati e Renato Lauro. A poche ore dall'approvazione del ddl università, che impone lo stop alle parentopoli (purtroppo solo attraverso un sub emendamento approvato in extremis) che vieta a padri, figli e parenti (con grado di parentela fino al quarto grado compreso) di stare negli stessi dipartimenti, sembrerebbe che nei due atenei capitolini si pensi di più a sistemare le famiglie che ai problemi dell'università.

SAPIENZA - Alla Sapienza, Giacomo, 36 anni, figlio del rettore Luigi Frati, sta passando in questi giorni dal ruolo di professore associato a quello di ordinario.

20 dicembre 2010

The ethics of protests

There is an interesting article on the Economist website about the ethics of denial of service (DDOS) attacks, which were used both against Wikileaks and by its supporters in the aftermath of publication of the US embassy cables.

The Economist compares DDOS attacks with civil disobedience, against British rule in India, or against segregation in America, likening them to a mass sit-in, making entry to or exit from a building impossible. But it adds:

In a free society the moral footing for peaceful lawbreaking must be an individual's readiness to take the consequences, argue in court and fight for a change in the law. Demonstrators therefore deserve protection only if they are identifiable. Some countries (like Germany) even prohibit protesters from wearing masks.
Protesters in cyberspace, by contrast, are usually anonymous and untraceable. The furtive, nameless nature of DDOS attacks disqualifies them from protection; their anonymous perpetrators look like cowardly hooligans, not heroes. This applies to those attacking WikiLeaks too—a point American politicians calling for reprisals against Julian Assange's outfit should note. Posses and vigilantes, online and off, mete out rough justice, at best.
That is no substitute for the real thing.

 

19 dicembre 2010

L'Italia a rovescio

 

Il biglietto di auguri natalizi del Ministro Calderoli ha suscitato un’ingiustificata maretta. La politica italiana è così, dibatte sul nulla, “si costerna, s’indigna, s’impegna, poi getta la spugna con gran dignità”, come cantava Fabrizio de Andrè.

 

La cartolina contiene due messaggi: via i Ministeri da Roma, e un’Italia rovesciata. Sul primo, da romano dico solo: “prego”. Non mi è mai piaciuta l’identificazione della mia città con la cultura burocratica. Roma può farne a meno. I Ministeri una volta evacuata Roma lascerebbero spazi preziosi per il turismo e i servizi. C’è solo da capire come sarà possibile. La politica ha le sue leggi, e persino i Ministeri che hanno sede all’EUR conservano una dependance in centro, vicino al cuore della politica. Tutti ricordano il caso di Zamberletti, ministro che per fare il suo lavoro di capo della Protezione Civile era spesso fuori della Capitale e così perse il suo dicastero. Sono circa cinquant’anni che si parla senza esito del polo direzionale nella periferia orientale. Lo stesso Dipartimento diretto dall’On. Calderoli avrebbe potuto dare il buon esempio, e trasferirsi, se non in Padania, almeno a Pietralata: invece è saldamente installato nel centro storico di Roma.

 

Ma la cosa più curiosa è che il Ministro nordista abbia presentato una cartina dell’Italia rovesciata. Per antica convenzione, le carte geografiche sono orientate a Nord. Il fatto che normalmente le carte vengano appese a un muro fa inoltre sì che il Nord stia in alto. Ci si confonde parlando di Alta Italia, quando l’altezza a cui si riferisce è quella delle montagne (tant’è che l’alto Egitto è la parte meridionale del paese). È facile scambiare una convenzione per una realtà: ed infatti i settentrionali dicono “scendere al Sud” o a Roma, come se davvero si trattasse di muoversi dall’alto in basso, anziché in piano. E siccome il Sud è normalmente più povero, non solo in Italia ma nel mondo, è abbastanza facile mescolare tutti questi concetti e derivarne una sorta di gerarchia di valori. Nord = Alto = Ricco = Migliore è l’inferenza logica che si definisce “Boreocentrismo”. 

 

Dunque, anche una semplice rappresentazione geografica è assai meno semplice e neutrale di quello che sembra. Come dice al New York Times un eminente cartografo, Vladimiro Valerio dell’Università di Venezia: “Le mappe riflettono chi le commissiona. I cartografi non mentono, ma prendono posizione”. E del resto, se si pensa che la convenzione di orientare a Nord le carte geografiche si è consolidata tra Sette- e Ottocento, vale a dire negli anni d’oro del colonialismo, si capisce quanto essa abbia un sottinteso politico.

 

Dunque penso dovremmo ringraziare il Ministro Leghista: senza che probabilmente se ne fosse accorto, la sua Italia a rovescio sfata i luoghi comuni padani, la mitologia del Vento del Nord, il padanocentrismo della politica di questi anni, e restituisce al Sud del Paese, non più tacco dello Stivale, un’ inattesa dignità. E poi, che sia orientata a Sud o a Nord, il centro rimane sempre Roma. Ci aveva pensato, signor Ministro? ;-)

 

 

 

18 dicembre 2010

Taty - Нас не догонят


Только скажи,
Дальше нас двое
Только огни
Аэродрома
Мы убежим,
Нас не догонят
Дальше от них
Дальше от дома
Ночь-проводник
Спрячь наши тени
За облака
За облаками
Нас не найдут,
Нас не изменят
Им не достать
Звезды руками

Небо уронит
Ночь на ладони
Нас не догонят
Нас не догонят
Нас не догонят...

Мы убежим,
Все будет просто
Ночь упадёт,
Небо уронит
И пустота на перекрестках
И пустота нас не догонит
Не говори, им не понятно
Только без них,
Только не мимо
Лучше никак,
Но не обратно
Только не с ними

Traduzione qui

17 dicembre 2010

Brava



Incredibile, ma una volta in televisione si vedevano queste cose...

15 dicembre 2010

Duck Sauce - Barbra Streisand



Woah, I've been dancing this everynight in Kiev!!

Я тебя не скоро позабуду





Я тебя не скоро позабуду...

Эта талая вода
Напоминает мне всегда,
Что случилось той весной,
Когда встретились с тобой.
Эта громкая капель
Напоминает тот апрель,
В нем были только ты и я
В курорте Евпатория!

Эта первая гроза
Напоминает те глаза,
Где желание и страх
На одинаковых ролях.
Мы гуляли под луной,
Песни нам шептал прибой.
Были только ты и я
В курорте Евпатория!

Я тебя не скоро позабуду...

Но рассеялся роман,
Он словно призрачный туман.
Ты уехала в Латвию,
Я уехал в Татарстан.
Но когда приходит ночь
Я не в силах превозмочь
Тайные желания
Скрыть воспоминания!

Я тебя не скоро позабуду...

08 dicembre 2010

La Biblioteca di Dario

Secondo la BBC, dei cento libri a suo giudizio più importanti, normalmente il pubblico ne ha letti solo sei. Io 43. Non credo di essermi perso niente non leggendo Harry Potter…

1. Orgoglio e Pregiudizio – Jane Austen
2. Il Signore degli Anelli – J.R.R. Tolkien
3. 1984– George Orwell
4. I Promessi Sposi – Alessandro Manzoni
5. La Divina Commedia – Dante Alighieri
6. Il Giardino dei Finzi Contini - Giorgio Bassani
7. Lo Hobbit – JRR Tolkien
8. Il Nome della Rosa - Umberto Eco
9. Il Gattopardo - Tommasi di Lampedusa
10. Il Processo – Franz Kafka
11. Il Grande Gatsby – F Scott Fitzgerald
12. Odissea - Omero
13. L'insostenibile leggerezza dell'essere - Milan Kundera
14. Anna Karenina – Leo Tolstoy
15. Emma – Jane Austen
16. La Coscienza di Zeno – Italo Svevo
17. La Fattoria degli Animali – George Orwell
18. Cento Anni di Solitudine – Gabriel Garcia Marquez
19. Memorie di Adriano – Marguerite Yourcenar
20. I Malavoglia - Giovanni Verga
21. Il Fu Mattia Pascal – Luigi Pirandello
22. Il Signore delle Mosche – William Golding
23. Cristo si è fermato ad Eboli - Carlo Levi
24. Il Vecchio e il Mare - Ernest Hemingway
25. Don Chisciotte della Mancia – Cervantes
26. L'Amore ai Tempi del Colera – Gabriel Garcia Marquez
27. Lolita – Vladimir Nabokov
28. Il Commissario Maigret – George Simenon
29. Il Conte di Monte Cristo – Alexandre Dumas
30. Sulla Strada – Jack Kerouac
31. Moby Dick – Herman Melville
32. Tre Uomini in Barca - Jerome K. Jerome
33. Ulisse – James Joyce
34. I Buddenbroock – Thomas Mann
35. Madame Bovary – Gustave Flaubert
36. Il Rosso e il Nero - Stendhal
37. Le Avventure di Sherlock Holmes – Sir Arthur Conan Doyle
38. Il Piccolo Principe– Antoine De Saint-Exupery
39. Niente di nuovo sul fronte occidentale - Remarque
40. Il Giovane Holden - Salinger
41. I Tre Moschettieri – Alexandre Dumas
42. Amleto– William Shakespeare
43. I Miserabili – Victor Hugo

Il corpo delle donne e altri racconti

La vicenda Wikileaks, oltre agli ovvi risvolti diplomatici, porta con se altre meno scontate conseguenze. È come se l'età dell'innocenza fosse finita, e alcuni sogni fossero morti all'alba.

Il primo mito che è caduto è quello – ripetuto spesso dal nostro maggiore e più anarchico blogger, Beppe Grillo – secondo cui "Internet non si può controllare". I fatti di oggi, se non fosse bastato il (cattivo) esempio della Cina, dimostrano il contrario. L'architettura dei nomi a dominio, con i domini geografici di primo livello, i dodici root server che controllano i DNS di tutto il mondo, e i famigerati providers che possono staccarti la spina e farti sparire dal mondo virtuale senza tanti perché (Facebook lo fa anche più brutalmente), smentiscono l'idea di un Internet decentralizzato e anarchico.

Il secondo mito crollato è quello della Svezia come l'hanno vista una generazione di italiani vitelloni, immortalati dal grande Alberto Sordi: la terra promessa della libertà sessuale ed emotiva, il luogo dove le relazioni tra i sessi potevano essere semplici, spontanee, delicate. Apprendiamo invece che la Svezia di oggi è la terra di vendicative femministe che sono riuscite a far inserire nel Codice Penale un reato che non esiste da nessun'altraparte, il "Sex by Surprise". Come si fa ad andare a letto con un uomo e sorprendersi che ci si faccia sesso, è la rivelazione che attendiamo nei prossimi mesi... La Svezia che persegue Assange nell'interesse degli USA, tra parentesi, è solo un vago ricordo di quella che - sotto Olof Palme - dava usbergo ai disertori del Vietnam.

Il terzo mito che è caduto è quello, propagato per anni dalla vulgata femminista, della donna eterna vittima del potere maschile. Ricordate quando le femministe affermavano che nessuna donna sarebbe andata incontro alle umiliazioni di un processo per stupro, se non fosse stato per affermare la verità? E che quindi essa andava creduta a prescindere? Era, per usare un gergo tecnico, l' "inversione dell'onere della prova". Il maschio accusato era colpevole fino a prova contraria, era lui a doversi discolpare.

Julian Assange è oggi vittima di un'accusa ridicola, per fatti che in molti paesi occidentali, anche se sussistenti, non costituirebbero comunque reato. Soprattutto è chiaro che l'accusa è un pretesto per fermare l'uomo e al tempo stesso la sua organizzazione, come ha detto senza infingimenti il Ministero degli Esteri italiano, Frattini.

Così oggi il corpo delle donne cessa di essere un campo di battaglia e diventa un'arma, un'arma politica che può essere brandita contro l'avversario di turno, purché incidentalmente maschio. Ne avevamo viste le avvisaglie con Monica Lewinski, astuta accusatrice di Clinton.

In nome della modernità si sta celebrando una faida dal sapore antico. Unica vittima, la libertà.

Kiev Jugendtil 2

Chervonoarmirs'ka Bul

Kiev, la casa di Anna Achmatova

Luminoso e lieto
domani sarà il mattino.
Questa vita è stupenda,
sii dunque saggio, cuore.

Радостно и ясно
Завтра будет утро.
Эта жизнь прекрасна,
Сердце, будь же мудро.

(1911)

Kiev Jugendstil 1

Houses in Yaroslaviv Val

Sofiyski cathedral, Kiev