31 dicembre 2011

commento al sito "lavoce.info" PERCHÉ L'ITALIA VA FUORI GARA

Articolo: PERCHÉ L'ITALIA VA FUORI GARA
(http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002767.html)
Data: 30-12-2011

Autore: Dario Quintavalle (Twitter: @darioq)


Oggetto: Anche la politica sull'emigrazione è un punto debole

Testo: Mi pare che il gustoso episodio metta in luce anche l'ondivaga
politica verso gli italiani emigrati e le nostre comunità all'estero.
Da un lato si inseguono i discendenti degli emigrati con una legge sulla
cittadinanza molto generosa, rilasciando passaporti a chi di italiano ha
ormai solo il nome, dall'altro si tengono in questo modo approssimativo i
contatti con gli italiani all'estero, spesso divenuti soggetti influenti
negli stati di residenza. Se guardiamo a come l'Irlanda ha saputo
trasformare la sua enorme comunità di emigrati e discendenti in una potente
lobby, soprattutto in America, direi che abbiamo molto da imparare anche su
questo punto.

28 dicembre 2011

il Cazzaro della Sera

Scopre il tradimento a distanza di mezzo secolo
e lascia la moglie dopo 77 anni di matrimonio

La scoperta di alcune lettere "galeotte" in un vecchio comò mette fine alla vita in comune di un ex carabiniere sardo e una donna di Napoli, entrambi ormai quasi centenari e sposi dal 1934. Lui non ha accettato scuse e ha chiesto la separazione legale. 


 

La notizia gustosa, verosimile. Finché non vedi chi è a occuparsi del caso: l’avvocato Giacinto Canzona. Forse non un principe del Foro, di certo un genio della pubblicità. Basta un giro su Google per capire chi è: un  Produttore di bufale che si fa pubblicità emettendo comunicati stampa che vengono puntualmente ripresi da giornalisti creduloni. Il metodo Canzona lo spiega lui stesso in un’intervista al Giornale:

 

«È compito della stampa cercare riscontri. Noi diramiamo un comunicato, se l'agenzia lo pubblica così com'è, perchè la notizia è succulenta, che possiamo farci?».

 

Come dargli torto? In un paese normale il tipo si sarebbe fatta la fama del cialtrone inaffidabile, ma il problema è che la nostra stampa (per non parlare della televisione) è fatta appunto da cialtroni inaffidabili, che hanno da tempo perso il contatto con la realtà.

27 dicembre 2011

oVVoVe!!!

La Francia teme per la perdita della tripla A da parte delle agenzie di rating. 
Io mi accontenterei di riavere una ERRE...

22 dicembre 2011

Un registro che non serve a niente.

Stupirsi che ho staccato il telefono di casa?

Da: Gestore Registro Pubbliche Opposizioni [mailto:infoabbonati.rpo@fub.it]
Inviato: venerdì 8 aprile 2011 10:26
A: me
Oggetto: Re: reclamo

Gentile Utente,
accertatisi dell'avvenuta iscrizione, controllato che siano trascorsi 15 giorni dal momento dell'iscrizione in quanto l'opposizione diviene effettiva dopo questo periodo massimo, al fine di consentire agli operatori di verificare il Registro e recepire le opposizioni iscritte dagli abbonati ai servizi di telefonia fissa ed, infine, verificato che non sia stato dato il consenso al trattamento dei propri dati per finalità di telemarketing a singoli soggetti (per esempio aziende dalle quali sono stati acquistati prodotti o servizi oppure tessere di fidelizzazione cliente, eccetera) che effettuano operazioni commerciali o promozionali via telefono da fonti diverse dagli elenchi telefonici pubblici (di cui art. 2, comma 2 del Codice) purché ciò sia avvenuto nel rispetto delle norme vigenti sulla privacy, ritenendo quindi che i propri dati siano stati trattati in modo illecito, è possibile rivolgersi alle autorità giudiziarie e all'Autorità Garante per la Privacy. 
Cordiali saluti 
Il Gestore del Registro Pubblico delle Opposizioni - Fondazione Ugo Bordoni

17 dicembre 2011

Farnesina, il mondo secondo re Giorgio » Feluche - Blog - Repubblica.it

Farnesina, il mondo secondo re Giorgio » Feluche - Blog - Repubblica.it: Farnesina, il mondo secondo re Giorgio
“C’è poi un bel passaggio del discorso di Napolitano, rivolto alla “base” della diplomazia italiana, ad ambasciatori e funzionari in giro per il mondo. Un passaggio che i dirigenti romani, spesso incrostati in una visione attenta soprattutto agli equilibri della carriera, avranno vissuto con insofferenza. E’ l’invito di Napolitano a mettere al servizio della politica estera italiana «la vostra curiosità, la capacità di analisi e di proposta, la vostra schiettezza e indipendenza di giudizio, al servizio solo del paese, dello Stato nella sua continuità, al di là del succedersi delle formazioni di governo e delle maggioranze politiche». E’ un invito alla proposta, all’originalità, alla verità non trasfigurata dagli interessi della carriera o ai diktat della politica; un invito che soprattutto i giovani diplomatici hanno letto con speranza. “
Per la verità, mettere a miglior frutto le capacità e l'indipendenza di giudizio di tanti dirigenti sul territorio non è solo un problema della Farnesina, ma di tutta la PA italiana.
C'è un mucchio di gente che avrebbe idee, ma non può crescere ed evolversi professionalemnte visto che si vede scavalcata da persone di nomina politica.
Forse se questo governo di tecnici volesse dare un segnale di cambiamento potrebbe farlo valorizzando le tante competenze interne che ci sono e sono misconosciute. Si chiama meritocrazia, questa sconosciuta...


16 dicembre 2011

Girl-less Kiev



So, the message is that if you come to Kiyv, you will see ugly tall buildings, bridges and golden domes... A rather girl-less country, I daresay... Oh, and the music? Ever heard of Mussorgskyi's "Great Gate of Kiev"? Laughable, to say the least...

E'il mercato, bellezza... - dal sito "lavoce.info"

Articolo: TURISMO SENZA SORRISI (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002178.html)
Data: 03-03-2011
Autore: Dario Quintavalle


Oggetto: E'il mercato, bellezza...
Testo: Nella vicina Germania si può trovare un centro di prenotazioni in ogni Stazione od Aeroporto, che offre ottime sistemazioni a un prezzo medio di 50€ per notte. A me in Italia è capitato di prenotare un albergo a Pisa, su una lista dell'Ente del Turismo, sul presupposto che fosse vicino all'aeroporto. Era invece vicino alla stazione, e beh, certo, era a Pisa. Quando cala la domanda, bisogna abbassare i prezzi e migliorare i servizi. Da questo orecchio gli operatori turistici non ci sentono, quindi ben gli sta. Continueremo a spendere i nostri sudati quattrini all'estero. E'il mercato, bellezza...

Occorre... dare i numeri !- dal sito "lavoce.info"

Articolo: SE L'IMPIEGATO PUBBLICO È IMMOBILE
(http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002122.html)
Data: 31-01-2011
Autore: Dario Quintavalle (Dirigente del Ministero della Giustizia)


Oggetto: Occorre... dare i numeri !
Testo: Sarebbe auspicabile smettere di parlare di Pubblica Amministrazione a
partire da petizioni di principio tanto inoppugnabili quanto tutte da
dimostrare. Troppo facile dire che "bisogna far lavorare i fannulloni",
"occorre tagliare gli sprechi", "bisogna spostare i lavoratori in esubero",
senza mai produrre un numero che dimostri la reale consistenza, o anche
esistenza, dei fenomeni denunciati. In base a quale serio studio
scientifico, in ragione di quale evidenza statistica, gli autori concludono
che gli impiegati pubblici sono "immobili"? Ci sono dati sulla mobilità?
Quali amministrazioni hanno personale in surplus? Si concentrano in
particolari regioni? Quali? Gli 'esuberanti' basterebbero davvero a
compensare gli spaventosi vuoti in organico aperti da una decennale politica
di blocco del turnover? E per quanto, prima che l'emorragia dei
pensionamenti ne apra di nuovi? L'età media del personale pubblico è molto
alta: io in pochi anni ho perso il 30% degli effettivi de l mio ufficio. La
mobilità non può essere alternativa ai concorsi, il cui blocco ha causato
l'invecchiamento della PA e perdita di opportunità di lavoro e crescita
professionale per un'intera generazione di giovani.

La vera soluzione si chiama mercato - dal sito "lavoce.info"

Articolo: SE L'IMPIEGATO PUBBLICO È IMMOBILE
(http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002122.html)
Data: 29-01-2011
Autore: Dario Quintavalle (Dirigente del Ministero della Giustizia)


Oggetto: La vera soluzione si chiama mercato
Testo: Vorrei sapere perché ogni discorso sul pubblico impiego deve partire
sempre dall'idea di una imposizione coattiva, quasi che il dipendente
pubblico fosse solo un mulo recalcitrante da prendere a bastonate? Senza
inventarsi nuove regole, esiste un meccanismo molto semplice, che si chiama
"MERCATO". Nel mondo normale, i lavoratori migliori si muovono
spontaneamente verso i datori di lavoro che offrono le migliori condizioni
di impiego, e tendono ad occupare i posti per i quali hanno maggiore
vocazione; tra i datori di lavoro si apre una competizione virtuosa per
accaparrarseli. Perché dovrebbe essere diversamente nella PA? Tanto per
cominciare si potrebbe ripristinare quel Ruolo Unico della Dirigenza,
abolito nel 2002 dalla Legge Frattini, in modo da consentire un autentico
mercato delle professionalità dirigenziali, trasversale a tutte le PA, sia
nazionali che locali. Rimuovere tutti gli ostacoli alla mobilità volontaria,
far evolvere le Direzioni del personale da gesto ri burocratici di piante
organiche a una vera funzione 'Risorse Umane', accettare la sfida del
mercato e della competizione mi sembra assai più moderno che immaginare
deportazioni di massa.

Il nemico della stabilità non è lo Stato - dal sito "lavoce.info"

Articolo: LA MORALE DELLA FAVOLA IRLANDESE
(http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002054.html)
Data: 03-01-2011
Autore: Dario Quintavalle


Oggetto: Il nemico della stabilità non è lo Stato
Testo: Piuttosto interessante l'osservazione secondo cui 'Da un decennio a
questa parte, i paesi che collassano finanziariamente hanno un debito estero
notevole, a fronte di un debito pubblico spesso trascurabile. Il nemico
della stabilità non è quasi mai lo Stato', considerato che in Italia si
continua a ritenere lo Stato, i suoi dipendenti, i suoi supposti 'sprechi'
(che sono in realtà finanziamenti più o meno occulti al sistema delle
imprese) l'unico vero piombo nelle ali del Paese.
Francamente, anche se non c'è da essere allegri sulle prospettive
dell'Italia, la sua inclusione tra i cd. PIGS mi pare del tutto gratuita.

I perdenti siamo noi, cittadini e consumatori

Articolo: MERCATO INTERNO AL PALO. COME LE RIFORME
(http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002228.html)
Data: 03-04-2011
Autore: Dario Q.
Oggetto: I perdenti siamo noi, cittadini e consumatori
Testo: Per anni un neoliberismo semplificato ha raccontato agli italiani che
l'unico ostacolo alla competitività erano le lentezze della pubblica
amministrazione, e che occorreva diminuire le tasse per rimettere soldi in
tasca agli italiani. È stata una gigantesca opera di autoassoluzione di
chiunque appartenesse in senso lato al settore 'privato'. Scopriamo oggi che
oltre alle tasse ufficiali, ne paghiamo molte altre, occulte. Paghiamo taxi
perché non ci deve essere un trasporto pubblico efficiente, paghiamo il
canone RAI perché non ci deve essere informazione libera, paghiamo notai
perché mettano un timbro su una carta, etc. I veri perdenti, carissimo
Daveri, sono i cittadini e i consumatori. Ai quali viene impedito il
semplice esercizio di democrazia economica consistente nello scegliere e
premiare i servizi più efficienti. Eliminiamo le distorsioni del mercato,
pagando automobili e giornali per quel che valgono e non con gli incentivi,
facciamo fare il professore universi tario a chi è bravo e sa insegnare, e
chissà, questo paese potrà ripartire. L'ultima delle nostre preoccupazioni è
garantire chi è già garantito. I (forse) perdenti di domani, per il momento
sono largamente vincenti.

La burocrazia non è il vero problema

Articolo: PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, DALLA RETORICA AI FATTI
(http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002687.html)
Data: 29-11-2011
Autore: Dario Quintavalle
Oggetto: Risposta alla risposta
Testo: Caro Pietro, sono perfettamente consapevole che l'Italia ha nel suo
settore pubblico un freno notevole alla crescita. Ma quando si parla di
'burocrazia' si mettono indebitamente insieme due cose: 1) la PA come
organizzazione, il cui compito è di implementare politiche pubbliche; 2) la
normazione che incorpora queste politiche. Lo strumento lascia magari a
desiderare, ma la colpa è nel manico, cioè in chi adotta determinate
politiche e crea costi aggiuntivi, non solo per i cittadini e per le
imprese, ma per le medesime PA. Eppure sentiamo ministri che tuonano contro
la 'burocrazia' come se questa, in entrambe le accezioni, non dipendesse da
loro. Oggi che una intera classe politica alza bandiera bianca di fronte ai
problemi del paese è il caso di riconoscere che tutto questo tempo passato a
immaginare vessazioni per i travet, dalle visite fiscali ai tornelli, è
stato tempo sprecato. Il pesce puzzava dalla testa, ma tutti guardavano alla
coda.

Ma la riforma ha ottenuto i suoi (veri) scopi

commento al sito "lavoce.info"
Articolo: LA PAROLA FINE SULLA RIFORMA BRUNETTA
(http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002150.html)
Data: 27-02-2011
Autore: Dario Quintavalle
Oggetto: Mala riforma ha ottenuto i suoi (veri) scopi
Testo: Al contrario, la riforma ha funzionato benissimo: è servita a un
ministro vanaglorioso a farsi pubblicità, e al Prof. Ichino a tornare in
Parlamento; ha mascherato la vera riforma, cioè il blocco del turnover e
quindi la riduzione dei ranghi della PA, con perdita di decine di migliaia
di posti di lavoro (-12.000 effettivi solo al Ministero della Giustizia); ha
deviato sui pubblici dipendenti (presunti fannulloni a prescindere da
qualunque dato attendibile) la rabbia e il malcontento popolare per i costi
della Casta; ha distrutto ogni senso dello Stato e del servizio pubblico
(vedi il recente attacco del premier alla scuola pubblica); ha creato una
leva di sedicenti esperti di pubblica amministrazione, ammessi a dire
qualunque sciocchezza e strapagati; non ha toccato minimamente i meccanismi
clientelari di nomina degli alti gradi dell'amministrazione; non ha chiuso
minimamente il rubinetto delle leggi e leggine (ultima, il Milleproproghe)
che ogni giorno modificano il q uadro di riferimento tanto per i cittadini
quanto per la PA, con costi di transazione sempre più alti. Bravi davvero!

La statistica di Trilussa "lavoce.info"

Articolo: QUELLE RICCHE FAMIGLIE ITALIANE *
(http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002163.html)
Data: 22-02-2011
Autore: Dario Quintavalle
Oggetto: La statistica di Trilussa
Testo: Che il nostro fosse un paese con basse disuguaglianze, è la prima
volta che lo sento. Ma certo che se i calcoli si fanno così.... sembra la
statistica dei polli secondo Trilussa. Sì, le famiglie italiane sono
proprietarie di case. Ma basta pensare che la maggior parte dei giovani
italiani vivono in casa ben oltre la maggiore età per vedere che il quadro è
assai meno roseo. La diseguaglianza non è tra famiglie, ma verticale,
all'interno, tra generazioni, tra anziani che hanno tutto (o qualcosa) e
giovani che non hanno niente e che devono solo aspettare. Provate a rifare i
conti, considerando non le famiglie, ma gli individui, e vedrete come
cambiano le cose...

Una ricetta semplice: abolire le Province - dal sito "lavoce.info"

Articolo: SE L'IMPIEGATO PUBBLICO È IMMOBILE
(http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002122.html)
Data: 04-02-2011
Autore: Dario Quintavalle
Oggetto: Una ricetta semplice: abolire le Province
Testo: Ci sarebbe una ricetta molto semplice per produrre esuberi di
personale, ed è abolire le Province. In questo modo, si potrebbero coprire -
con personale già radicato in zona, evitando deportazioni - uffici statali
(per esempio i Tribunali) che sono in perenne sofferenza, soprattutto al
nord, dal momento che il meccanismo del concorso nazionale non si è
dimostrato adatto a coprire esigenze specifiche dei territori. Ma si tratta,
anche qui, di volontà politica. Proviamo a scoprire le carte, invece che
ricorrere al sempre comodo alibi del dipendente pubblico fannullone,
immobile, e nemico del cambiamento?

Difetti strutturali, non incidenti di percorso - dal sito "lavoce.info"

Articolo: PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: LA RIFORMA PERDE I PEZZI
(http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002132.html)
Data: 02-02-2011
Autore: Dario Quintavalle


Oggetto: Difetti strutturali, non incidenti di percorso
Testo: Molto opportunamente, nella sua lettera d'addio, il prof. Micheli ha
sottolineato quanto questa cd. "Riforma" abbia ulteriormente seminato
demotivazione tra i ranghi della PA, additati da quattro anni a questa parte
al pubblico disprezzo come i principali responsabili di tutto ciò che non va
in Italia, anche contro l'evidenza di una crisi economica che certo non è
nata nelle stanze dei Ministeri. Oggi appare evidente a tutti quello che la
saggezza popolare suggerisce da tempo, e cioè che "il pesce puzza dalla
testa". E' di tutta evidenza che l'approccio punitivo e castigatorio verso
la PA non è stato un mero incidente di percorso della 'riforma', ma una
impostazione consapevole, volta a fare dei dipendenti pubblici i capri
espiatori dello scontento popolare verso fenomeni di malcostume, spreco e
privilegio, che sono invece residenti soprattutto nel segmento politico
dell'amministrazione dello Stato. Non c'è da stupirsi che dipendenti e
sindacati non abbiano accolt o bene una incessante campagna di
delegittimazione nei loro confronti: c'è da stupirsi semmai che tanti si
siano bevuti quella che, a conti fatti, era pura e semplice propaganda.

Troppi parlamentari col secondo lavoro

Articolo: NEL PARLAMENTO ITALIANO I PIÙ PAGATI D'EUROPA (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002445.html)

Data: 16-12-2011

Autore: Dario Quintavalle

Oggetto: Troppi parlamentari col secondo lavoro

Testo: Un qualunque dipendente pubblico, per svolgere un’altra attività anche occasionale, deve esserne autorizzato. I nostri parlamentari spesso conducono parallele e redditizie attività professionali, talvolta in manifesto conflitto - di tempo e di interessi - con la loro attività parlamentare. L’indennità parlamentare è nata come un compenso per chi si dedica a tempo pieno alla politica: se non si può diminuire sarebbe almeno il caso stabilire anche per i membri del Parlamento l’obbligo di esclusiva. Mi pare strano che questo tasto non venga mia toccato.

07 dicembre 2011

Pedante...

Piazza di Trevi. Un padre mostra la fontana ai suoi figli e poi indica il palazzo a fianco: “Li ci abitava il presidente Carlo Pertini”.
Mi giro e butto lì secco: “SANDRO”.
Lo so, ma è più forte di me…

04 dicembre 2011

Il Vanesio

Segnalo il commovente comunicato stampa n° 1851 del portavoce uscente dell'ex Ministro Brunetta: in tre anni sono stati emessi 1.850 comunicati stampa (rilanciati da 7.896 take di agenzia), 40.389 citazioni del ministro sulle principali testate nazionali, 278 conferenze stampa, 332 interviste del ministro a quotidiani e periodici, 53 interviste e articoli sulla stampa estera e infine la partecipazione del ministro a 184 programmi televisivi e a 157 programmi radiofonici. Più che il Ministro della PA è stato il Ministro della Stampa e Propaganda...

Nature morte

01 dicembre 2011

Quei fotografi pronti a dire signorsì

Ho sempre pensato a quello di fotografo come a un mestiere alto e nobile, che richiede coraggio ed indipendenza. Evidentemente ci sono le eccezioni.

Dopo che alcuni fotografi sono riusciti a carpire fotograficamente il testo di bigliettini come quello scritto dal Pd Letta al neopremier Monti, o l’appunto del premier uscente Berlusconi sulle sue imminenti dimissioni, i quaranta fotografi accreditati a Montecitorio saranno chiamati a firmare, per decisione dell’Ufficio di presidenza della Camera, un codice di autoregolamentazione che li impegna a non riprendere e comunque a non pubblicare fotografie ”sbircianti”. Col tempo, queste persone appollaiate sulle tribune di Montecitorio ci hanno fatto sapere come impiegano il loro tempo in aula i Parlamentari: guardando foto porno, facendo scherzi sciocchi, scrivendo romanzi con l’Ipad, come ha confessato tranquillamente il magistrato-scrittore-politico Gianrico Carofiglio…

Ora, tanto per cominciare, una norma elaborata dal di fuori della categoria che la deve applicare, e che prevede un’adesione obbligatoria, NON è  un “codice di autoregolamentazione”. È una imposizione, punto.
Ma soprattutto, in che paese siamo? La politica  pretende di disciplinare il lavoro dei giornalisti, cioè il controllato vuole stabilire come lavora il controllore. E LORO CI STANNO!!!
Sul blog Fotocrazia uno dei fotografi coinvolti è pure contento perché “per la prima volta si otterrà un riconoscimento ufficiale, con tanto di tesserino parlamentare con foto, elenco ecc, di “fotografo parlamentare”. Insomma, indipendenza, autonomia, libertà di giudizio, svendute per un piatto di lenticchie,  l’aspirazione tutta italiana a un albo, a far parte di una corporazione protetta.

La pronta abdicazione di questi reporter alla libertà sacrosanta di fare informazione come più loro piace, spiega, assai più delle velleità autoritarie dei parlamentari, perché siamo così in basso nelle classifiche mondiali sulla libertà di stampa.

29 novembre 2011

Silvio’s Deluded Postscript - NYTimes.com

Silvio’s Deluded Postscript - NYTimes.com:

it’s not unreasonable to hope that Italians take advantage of his ouster and start to prepare — really prepare — for the future.

Over the Berlusconi era they seemed to grow strangely resigned and even accustomed to him; he was reliable kindling for anger and an easy target for ridicule. And they adopted the refrain that there was no release from his chokehold on Italian life because no one had a comparable megaphone and there was no plausible alternative to him.

It’s incumbent on them now to create one. They no longer have any excuse not to.


23 novembre 2011

Donne .... :-)



coppie esplosive

Perché gli uomini (a cominciare da Woody Allen) adorano le kamikaze

Gelose-morbose, insoddisfatte croniche, insicure patologiche. Creano relazioni che portano i partner nel baratro nell'ossessione. E loro non le mollano. Anche a patto di diventare crocerossini

C'erano quelli che non capivano la domanda: «Se ho mai avuto fidanzate kamikaze? Ma che cosa intendi?». «Quelle nevrotiche, problematiche, autolesioniste ». «Le rompiballe?». «Ma no...». Erano i più numerosi, anime semplici che per definire le donne prevedono solo due voci a scelta da barrare con la x: rompib... oppure no. Poi il gruppo dalla risposta pronta: «Ma certo, mia moglie!»: inaffidabili - maschi certamente incapaci di distinguere tra una che cerca solo di far funzionare come può il ménage familiare e una vera kamikaze. E poi loro, la pattuglia sparuta dei crocerossini innamorati (finalmente utili per questo articolo), quelli che hanno incontrato il tipo femminile così definito da Woody Allen in un’intervista pubblicata su Io donna qualche settimana fa: «Le donne kamikaze, con cui ho perso troppo tempo. Si suicidano con l’aeroplano ma tu sei seduto lì con loro, colpito dalle fiamme come spettatore innocente».

Adele - Rolling In The Deep



05 novembre 2011

Insulti alla giornalista poi Crosetto si scusa: "Ho sbagliato"

Insulti alla giornalista de La Stampa Poi Crosetto si scusa: "Ho sbagliato"- LASTAMPA.it:

Di battute cafone e sessiste, la nostra politica e la nostra televisione sono ormai piene.
Ma per la prima volta da secoli un sottosegretario riconosce di aver sbagliato, e si scusa.
La novità è questa.

02 novembre 2011

Lettera di un pubblico dipendente a un cittadino

Lettera di un pubblico dipendente a un cittadino
Ciao.
Sono un pubblico dipendente.
Chi guida il Ministero che si cura dei dipendenti pubblici ha pensato e detto che sono un “panzone” un po’ “fannullone”, epiteto, quest’ultimo, suggeritogli anche da insigni giuslavoristi eletti in Parlamento.
Nonostante la “panza”, tuttavia sono l’ostetrica ed il ginecologo che ti ha fatto nascere.
Sono l’ufficale d’anagrafe che ti ha dato un’identità, un nome e un cognome.
Sono la “maestra” dell’asilo nido e della scuola materna che ti ha accolto, mentre i tuoi genitori non potevano prendersi cura di te.

31 ottobre 2011

angle for sth - definition in British English Dictionary & Thesaurus - Cambridge Dictionary Online

angle for sth - definition in British English Dictionary & Thesaurus - Cambridge Dictionary Online: angle for sth phrasal verb
mainly disapproving
Definition
If someone is angling for something, they are trying to get something without asking for it directly
He's clearly angling for a job/an invitation.

- Inviata con Google Toolbar

30 ottobre 2011

E' sempre ora legale

Ci sono notizie ridondanti e sempre uguali in TV: le interviste di Cicchitto (Capezzone ha smesso: segno che prendere a cazzotti qualcuno non è democratico, ma a volte serve allo scopo), i servizi sul meteo di Pasquetta e le gite fuoriporta, e i peana sul risparmio di energia derivante dall’ora legale. Siamo oggi tornati all’ora “solare”, nome paradossale per un fenomeno che significa sostanzialmente che fa buio prima. Con buona pace dei depressi e dei meteopatici. Ora, l’ora “solare” non esiste. Il termine ‘solare’ lascia presupporre una ‘naturalità’, un adeguamento ai cicli della natura, ai bioritmi, ma la scelta del fuso orario su cui regolarsi è sempre frutto dell’autorità statale. Dunque, siamo sempre in regime di ‘ora legale’. Gli spagnoli stanno sul meridiano di Greenwich, ma si sincronizzano sull’Europa Centrale (CET), salvo poi cenare tardissimo. In Cina, si svegliano tutti alla stessa ora, quella di Pechino: miracoli del totalitarismo. Ma neanche qui scherziamo. Perché dunque bisogna rimettere ogni inverno le lancette indietro, e vedere il sole tramontare prima? Non potremmo fare come in Russia dove la benedetta ora legale stata prolungata per sempre, e amen? Quali sarebbero le controindicazioni? Io non le vedo.

29 ottobre 2011

pine for sth/sb

pine for sth/sb - definition in British English Dictionary & Thesaurus - Cambridge Dictionary Online: -

to want something or someone very much, usually when it is impossible to have them, or when they have gone away
He's still pining for his ex-girlfriend.

Ricordando le Cinqueterre

Nelle Cinqueterre ci andammo per un convegno-assemblea dell’associazione Allievi SSPA, e devo ancora ringraziare Danilo Festa per averci (-mi) fatto scoprire quel meraviglioso angolo d’Italia.
Mi si è stretto il cuore a vedere una piazza sul mare nella quale passammo uno spensierato pomeriggio sepolta e sfigurata dal fango.
E mi sento indignato (non uso il termine perché va di moda) a vedere che la notizia occupa la settima posizione nei siti web dei principali quotidiani nazionali. Va bene la BCE, ma pure sotto l’intervista a Beppe Grillo…
Vorrei ricordare così quei giorni e quei luoghi, nell’unico modo che conosco, con le mie fotografie:
http://www.flickr.com/photos/7183271@N07/sets/72157622301489888/with/2582709025/
e oggi che ministri e (autoproclamatisi) ‘governatori’ vengono contestati sarebbe bello – noi supposta ‘classe dirigente’ - fare qualcosa di meno simbolico per aiutare quelle popolazioni e quei luoghi che ci hanno regalato qualche bel momento insieme.
D

28 ottobre 2011

Ostia, nonostante

Oggi, 28 Ottobre, casualmente anniversario della marcia su Roma, fanno ormai esattamente quattro anni che mi sono trasferito a Ostia. Una marcia DA Roma, dunque. Un blogger ha elencato alcuni dei suoi pregi: 1) Gli scavi archeologici di Ostia Antica 2) Il Borghetto di Ostia Antica con la chiesa di S.Aurea ed il castello di Giulio II 3) La Pineta di Castelfusano con la villa di Plinio e la via Severiana 4) Il Porto turistico – 800 posti barca ed 80 negozi (sono in corso lavori d’ampliamento per albergo, palestra, centro commerciale…) 5) Multisala Cineland con 14 sale, 8 piste da bowling, sala giochi, negozi etc. 6) I teatri “Nino Manfredi”, “Del Lido”, “Fara Nume”, “Dafne”, “Pegaso” ed il teatro romano di Ostia Antica (periodo estivo). 7) Un'isola pedonale 8) Il Palazzo dell-Atletica Pesante 9) Il Polo Natatorio 10) In estate quasi tutti gli stabilimenti aprono discoteche e locali per tutti i gusti richiamando migliaia di giovani 11) E' circondata da pinete e da campi 13) biblioteca comunale più grande di Roma 14) Edifici di grande valenza architettonica come la posta centrale, le palazzine di Libera sul lungomare ed il Governatorato 15) Skate Park dove organizzano manifestazioni di livello internazionale 15) La Roma-Lido che da sola fa la metà dei chilometri della metro di Roma 16) Chilometri di costa e mare decente (da 3 anni lega ambiente assegna 2 vele). 17) L'aeroporto vicino Ciononostante Ostia mi fa schifo.Ci abita gente inverosimile, di una volgarità assoluta. Gli ostiensi non parlano: urlano; non discutono, bestemmiano; non ridono: sghignazzano sguaiatamente. Il lungomare è chiamato ‘lungomuro’, perché una casta di avidi balneari ne impedisce la fruizione a tutti. A Ostia siamo riusciti nella monumentale impresa – mai tentata altrove - di recintare il mare. Soprattutto, questo posto non ha mai acquisito una sua centralità: Ostia è tributaria in tutto e per tutto di Roma, attaccata ad essa da due cordoni ombelicali della Colombo e della Via del Mare, periferia senza rimedio abbandonata a sé stessa. A Ostia ci sono ben tre (brutti) monumenti a Pierpaolo Pasolini. Altre città si vantano di aver dato i natali a un poeta: Ostia è la sola che rivendica di avergli dato la morte.

19 ottobre 2011

Ristorante IL TINO - Ostia Lido, Roma

Il Tino di Ostia è un ristorante atipico, raffinato, in un quartiere che degrada sempre più a borgata.

Curato, gestito con competenza ed amore per la cucina, prezzi trasparenti e pubblicati persino su Internet. Dio ce lo conservi… però… ci sono tornato... menù degustazione... tre ore per otto assaggini da contemplare con la lente di ingrandimento... cameriere che commenta ogni pietanza con un tono sommesso da sagrestano così che non si capisce niente... locale surriscaldato... positiva innovazione il lume di candela.

Tutto molto buono, per carità, ma così cerebrale e noioso....

18 ottobre 2011

Magistrati col doppio lavoro. O triplo.


E il senatore Carofiglio in Aula scrive romanzi | Riccardo Chiaberge | Il Fatto Quotidiano:

Cita un articolo di Milena Gabanelli:

"Carofiglio, ex sostituto procuratore, dedica molto tempo alla scrittura e alla promozione dei suoi romanzi, un’attività conciliabile con quella parlamentare che “richiede la mia presenza a Roma dal martedì al giovedì sera”, mi ha confidato una volta. Sono talmente in tanti ad avere i piedi in due scarpe che essere al servizio del popolo e avere contemporaneamente altri impegni che appassionano (o rendono) di più, è diventato normale, addirittura “morale”. Quanti orrori sono stati approvati perché gli onorevoli non hanno avuto il tempo di andare a leggere nelle pieghe degli emendamenti, o perché invece di essere in aula stavano seguendo i processi dei loro clienti o semplicemente i fatti loro? Carofiglio è una persona onesta e capace, ma quale idea ha del mandato che i cittadini consegnano nelle mani del parlametare? Sappiamo che è uno scrittore di successo, come secondo mestiere fa il senatore, e se le cose dovessero andar male può sempre tornare a fare il magistrato, perché essendosi messo in aspettativa, il suo posto non glielo occupa nessuno. Peccato che il suo carico di lavoro, al momento, se lo devono accollare i colleghi, e se non ce la faranno magari qualcuno non avrà giustizia per intervenuta prescrizione. E’ questo il politico nuovo che vogliamo?"

E Chiaberge continua:
"15 mila euro al mese per tre giorni scarsi di presenza neppure tutte le settimane: altro che Caro, Carissimofiglio, dovrebbe chiamarsi! Certo, il povero (si fa per dire) Gianrico mai si sarebbe aspettato un colpo così basso, proprio alla vigilia dell’uscita del nuovo libro, Il silenzio dell’onda (Rizzoli) per giunta sul quotidiano del suo editore. Ha rimediato, dalle pagine di Sette, Camilla Baresani, con una simpatetica intervista che descrive un Carofiglio pimpante [...]. Sull’impegno politico, una sola domanda: come fa a sopportare ore di interventi torrenziali dei colleghi senatori? Semplice: accende l’iPad, e mentre gli altri cliccano i siti delle escort, lui va avanti col romanzo..."

Del resto, come scriveva Nandokan anni addietro, Magistrati si nasce, non si diventa

Diseguaglianze nelle democrazie occidentali

A differenza di quanto scrive il trombone italiano Maurizio Viroli, sembra che il trend verso la plutocrazia sia proprio delle grandi democrazie…
Un altro interessante articolo da Foreign affairs

October 11, 2011
ESSAY

The Broken Contract

Inequality and American Decline
George Packer
GEORGE PACKER is a staff writer at The New Yorker. This essay is adapted from a Joanna Jackson Goldman Memorial Lecture on American Civilization and Government that he delivered earlier this year at the New York Public Library’s Cullman Center for Scholars & Writers.

17 ottobre 2011

Italians are unfit for liberty?

From Foreign Affairs.
October 17, 2011
The Veiled Tyranny of Italy's Silvio Berlusconi
How the Prime Minister Clings to Power
Maurizio Viroli
MAURIZIO VIROLI is Professor of Political Science at Princeton University.
Italian Prime Minister Silvio Berlusconi's system of power [1] has no precedent and no equal in the history of liberal and democratic countries. The most unsavory aspects of his regime are well known [2]. He is continually embroiled in political corruption scandals: His longtime political partner Cesare Previti [3] has been found guilty of bribery and sentenced to six years in prison. There are allegations of his connections to organized crime: His other partner in business and politics, Marcello Dell'Utri [4], has been sentenced to eight years in prison for his ties to the Sicilian Mafia. Berlusconi displays an open contempt for the judiciary and the constitutional court, as he regards both as unacceptable limitations on his power. Accordingly, his cabinets have passed laws to shield him from the judiciary. The numerous sex scandals during his rule have prompted commentators to call Italy a "bordello state" that is run by a "whoreocracy."

09 ottobre 2011

La democrazia non passa dal buco della serratura

Premetto che non ho letto il DDL cd. Legge Bavaglio, mi permetto di fare qualche considerazione sulla vexata quaestio delle intercettazioni.
Da anni le trascrizioni delle intercettazioni costituiscono il pezzo forte di molti giornali, che in occasione di qualche grossa inchiesta non fanno fatica a riempire molto spazio, servendo alla morbosità del pubblico generose porzioni di brogliacci.
Ho sempre provato disagio di fronte a questa operazione. Intanto perché spesso vengono rivelati particolari di nessun interesse pubblico, poi perché le trascrizioni vengono spesso manipolate dai giornali (dovrebbero essere tutte uguali, ma basta fare un confronto per vedere che variano da testata a testata). Ma soprattutto perché ci tengo, come cittadino, alle mie libertà civili.

Il Ministero delle Circonlocuzioni

Gustosissimo, questo pezzo di Dickens, dal decimo capitolo di Little Dorrit, dedicato al Ministero delle Circonlocuzioni.
C’è tutta la cattiva reputazione che ha in ogni tempo e ogni luogo, la Pubblica Amministrazione: un luogo dove si apprende l’arte di non fare, di annullare le buone volontà, non risolvere i problemi, far scappare i talenti all’estero; un luogo abitato da anime perse, nepotiste, e assenteiste. 
Insomma, gli stereotipi di Brunetta & Ichino elevati a grande letteratura.
Il bello è che la scoraggiante descrizione della Pubblica Amministrazione vittoriana da parte di Dickens (si veda anche la grottesca descrizione della Court of Chancery in “Bleak House”) risale a un’epoca in cui l’Inghilterra era in piena espansione industriale e coloniale. Forse dovremmo concludere che non è vero che una PA inefficiente è un ostacolo al progresso della nazione? Sarebbe bello crederlo, ma la verità è che proprio l’esperienza coloniale (vedi la descrizione dell'Imperial Civil Service in "Empire" di Niall Ferguson) e  il progresso industriale portarono alla riforma del Civil Service inglese, e alla diminuzione delle pratiche corrotte in politica ed in amministrazione.

CHAPTER 10

Containing the whole Science of Government

The Circumlocution Office was (as everybody knows without being
told) the most important Department under Government.  No public
business of any kind could possibly be done at any time without the
acquiescence of the Circumlocution Office.  Its finger was in the
largest public pie, and in the smallest public tart.  It was
equally impossible to do the plainest right and to undo the
plainest wrong without the express authority of the Circumlocution
Office.  If another Gunpowder Plot had been discovered half an hour
before the lighting of the match, nobody would have been justified
in saving the parliament until there had been half a score of
boards, half a bushel of minutes, several sacks of official
memoranda, and a family-vault full of ungrammatical correspondence,
on the part of the Circumlocution Office.
This glorious establishment had been early in the field, when the
one sublime principle involving the difficult art of governing a
country, was first distinctly revealed to statesmen.  It had been
foremost to study that bright revelation and to carry its shining
influence through the whole of the official proceedings.  Whatever
was required to be done, the Circumlocution Office was beforehand
with all the public departments in the art of perceiving--HOW NOT
TO DO IT.

06 ottobre 2011

Stay Hungry, Stay Foolish

Stanford Report, June 14, 2005
'You've got to find what you love,' Jobs says
This is a prepared text of the Commencement address delivered by Steve Jobs, CEO of Apple Computer and of Pixar Animation Studios, on June 12, 2005.

Il Leader e il Satrapo

Nel giorno in cui il mondo piange Steve Jobs, l’uomo che ispirava i giovani esortandoli a rimanere “affamati e folli”, il primo ministro italiano Silvio B. conquista le pagine dei giornali del mondo per l’ennesima battuta volgare. Dice che chiamerà il suo nuovo partito “Forza Gnocca (si impara sempre qualcosa:  in francese la f* si dice "Minette", come la Minetti consigliera regionale lombarda... nomen omen, proprio vero.... ).

Leadership è dire parole che ispirino a grandi cose, qui in Italia al massimo arriviamo alla satrapìa. Se non al satirismo.
Ma che tristezza…

05 ottobre 2011

Intensive Training Course for Afghani Civil Servants 2011



Il video del Corso per Giovani Dirigenti Afghani organizzato dal Ministero degli Esteri, dalla SSPA e dall’Università di Tor Vergata, Centro di Eccellenza Jean Monnet, e al quale ho partecipato in qualità di docente del modulo “Public Management and Ethics”. Io sono al minuto 2:45 - 2:51. 

Quelli che dicono sempre "Sì, ma..."

“Adducere inconvenientes non est solvere argumentum”

 

03 ottobre 2011

Questioni terminologiche

Gentile signora Gualtieri,
mi permetto di scriverle a proposito del suo articolo, apparso oggi sul Sole 24 ore.

Sono un dirigente dello Stato, gestisco da dieci anni uffici “al livello strada” e mi trovo nella scomoda posizione di rappresentare lo Stato presso i cittadini, ma anche di recepire le istanze dei cittadini e di farle entrare nella macchina statale.

Trovo molto apprezzabile che lei, nel descrivere le sue peripezie nella giungla delle autorizzazioni, testimoni che “La situazione non dipende spesso da competenza o volontà del singolo dirigente pubblico”, e riconosca generosamente che è in corso “una operazione perversa di non valorizzare le capacità anche di quei funzionari pubblici che hanno volontà e competenze, che vengono mortificati invece che spronati a dare il meglio di sé per l’interesse generale”.

Proprio per questo non capisco, però, perché lei se la prenda con “la burocrazia” e con “i costi della pubblica amministrazione”, intendendo questi termini come sinonimo di procedure complicate e inefficienti, e non come gli apparati a cui tocca l’ingrato compito di implementare (non sempre intelligentemente, lo riconosco ) procedure elaborate da altri.

Su noi pubblici dipendenti incombe un duplice e contraddittorio stereotipo. Siamo considerati persone poco amanti del lavoro, e al tempo stesso dei sadici che si inventano procedure assurde per complicare la vita dei cittadini e delle imprese. Dal momento che ogni nuovo adempimento significa più lavoro anche per noi, e non solo per i cittadini, delle due l’una: o siamo dei fannulloni, oppure ci piace così tanto il lavoro che ce lo creiamo artificialmente.

Non è la tanto bistrattata burocrazia che scrive le leggi e detta le procedure (non ne ha nemmeno il potere):  non ho alcuna competenza nel campo aeronautico, ma tanto per farle un esempio, il tribunale di cui sono l’amministratore si è visto affidare nel 2009, con un sottocomma di una legge omnibus,  la competenza nazionale su tutti i detenuti a 41-bis (mafiosi, terroristi etc.). In un giorno, il carico di lavoro è aumentato del 561%. Crede che qualcuno abbia chiesto la mia opinione, o abbia avviato qualche strumento di fattibilità amministrativa, o almeno mi abbia dato delle risorse in più? Naturalmente no. A me è toccato solo adeguarmi, ed arrangiarmi.

Non crede allora che sarebbe il caso di chiamare le cose con il loro nome,  e dire che a complicare le cose a cittadini, imprese - e anche a noi “burocrati” - c’è un eccesso di normazione, di regolamentazione, spesso fuori controllo?

E non sarebbe ora che il mondo delle imprese, la società stessa riconoscesse nella sua PA un valore ed una garanzia, visto che una società muore di troppi controlli, ma anche di troppo pochi?
Io sono stato a lavorare in paesi del Terzo Mondo, dove c’è molto ‘meno Stato’ che da noi: ma non mi pare che per questo ci fosse più mercato, e più efficienza.

Naturalmente mi rendo conto che tutto questo discorso può avere un sapore autoassolutorio: certo ‘i burocrati’ (nel senso di persone dall’atteggiamento formale e rigido) esistono sul serio.
Posso solo augurarmi che i dirigenti competenti e i funzionari pubblici da lei incontrati non fossero  singoli casi isolati. E se anche lo erano, a maggior ragione meritano di essere incoraggiati.

Cordiali saluti
Dario Q


La casta degli avvocati di Stato

La casta degli avvocati di Stato | Alessio Liberati | Il Fatto Quotidiano: La casta degli avvocati di Stato
Tra le tante caste italiane ve n’è una poco conosciuta ma che gode di grandissimi privilegi: l’Avvocatura di Stato.

L’Avvocatura di Stato è l’ente che, per legge, difende (prevalentemente, ma non solo) lo Stato e le sue varie articolazioni e che vanta, in tutta Italia, poco più di 400 dipendenti-avvocati, decisamente fortunati: nessuna spesa per gestire l’ufficio (che è a carico del contribuente), nessun rischio “di impresa”, una clientela garantita per legge, qualche auto blu e, soprattutto, tanti tanti soldi a fine mese.

29 settembre 2011

Aristotele non era belga

"Quindi, lascia che ti corregga su un paio di cose, ok? Aristotele non era
belga. Il messaggio centrale del Buddhismo non è "ognuno pensi a sè stesso".
E il London Underground non è un movimento politico."
(Un pesce di nome Wanda)

25 settembre 2011

Crediamoci...

Gilbert Bécaud 
LA SOLITUDE, ÇA N'EXISTE PAS


La solitude, ça n'existe pas.
La solitude, ça n'existe pas.
La solitude, ça n'existe pas.
La solitude, ça n'existe pas.

Chez moi il n'y a plus que moi
Et pourtant ça ne me fait pas peur.
La radio, la télé sont là
Pour me donner le temps et l'heure.
J'ai ma chaise au Café du Nord,
J'ai mes compagnons de flipper
Et quand il fait trop froid dehors,
Je vais chez les petites soeurs des coeurs.

La solitude, ça n'existe pas.
La solitude, ça n'existe pas.

Peut-être encore pour quelques loups,
Quelques malheureux sangliers,
Quelques baladins, quelques fous,
Quelques poètes démodés.
Y a toujours quelqu'un pour quelqu'un,
Y a toujours une société.
Non, ce n'est pas fait pour les chiens,
Le Club Méditerranée.

La solitude, ça n'existe pas.
La solitude, ça n'existe pas.

Tu te trompes, petite fille,
Si tu me crois désespéré.
Ma nature a horreur du vide:
L'univers t'a remplacée.
Si je veux, je peux m'en aller
À Hawaii, à Woodstock ou ailleurs
Et y retrouver des milliers
Qui chantent pour avoir moins peur.

La solitude, ça n'existe pas.

La colonna dell'agonia

agony column:

The part of a magazine or newspaper where letters from readers about their personal problems are printed, together with advice about how to deal with them


Stupirsi che amo l'inglese?

Il Tunnel Gelmini


Se ci fosse stato davvero un tunnel tra Ginevra e l'Abruzzo, ne avrei senz'altro approfittato per scappare da quel paese di maniaci della pulizia e del denaro.
Piccolo episodio che però dimostra cosa succede: a non prepararsi mai, anche se il proprio compito è fare il Ministro; a spararla sempre più grossa, tanto nessuno ti contraddice; a circondarsi di incapaci e di servi sciocchi che non contraddicono mai il Capo, nemmeno per fargli notare che si sta rendendo ridicolo.
A nessuno è venuto in mente, lì al MIUR, che un tunnel di 730 km era una cosa enorme? Pagherà qualcuno per questo sbaglio, che fa già ridere tutti i blogger italiani, e se la notizia passerà oltreconfine aggiungerà altri motivi all’ilarità che desta il nostro Paese?
Ecco il tunnel è un buco nell’acqua, il simbolo di come è andata in malora la cosa pubblica in Italia in questi anni.

Il Ministro, infatti, lungi dallo scusarsi e dal prendere provvedimenti, ha detto che con Tunnel si intende “un’altra cosa”.
Ora, la Gelmini è un avvocato, e può essere scusata se non sa di fisica. Ma tutti noi sappiamo cos’è un tunnel.
Soprattutto, l’errore marchiano del Ministero e il suo rifiuto di correggerlo, ci fanno riflettere: questo è il Ministero deputato alla diffusione della cultura, non delle balle. Questo è il Ministero che sovraintende a tutte le scuole italiane, e a scuola un errore simile sarebbe stato segnato da un qualunque insegnante con la matita rossa. La scuola, l’università, servono a correggere gli errori, e attraverso questo processo ci aiutano a migliorare. Ricordiamo con più affetto gli insegnanti che - con la loro pignoleria, la severa censura dei nostri errori  - ci hanno aiutato  a sviluppare senso critico.
Ecco, qui manca drammaticamente il senso critico. E con esso il senso del ridicolo, e il senso dello Stato. 
Infatti, mentre l’Italia sghignazza, il comunicato stampa ad oggi non è stato ancora rimosso, è sempre lì, imperterrito a sfidare il ridicolo: http://www.istruzione.it/web/ministero/cs230911
 
Uhm… “non è stato ancora rimosso, è sempre lì, imperterrito a sfidare il ridicolo”….
Adesso che ci penso, mi ricorda qualcuno




23 settembre 2011

Ma i mammoni sono i genitori

Se i figli trentenni se ne andassero di casa - Repubblica.it

L’ennesimo caso di adulto che non vuole andar via di casa, per di più impiegato pubblico: ‘mammone e fannullone’, la summa di tutti gli stereotipi all’italiana…

Fortunatamente Ilvo Diamanti rimette i puntini sulle i: alla maggior parte dei genitori questa situazione in fondo piace, e sono loro a contrastare le velleità di indipendenza dei figli.

 

“Se i figli unici se ne andassero davvero. A trent'anni e anche prima. Se "abbandonassero" i genitori. I genitori che farebbero? Perderebbero il  "controllo" sui figli e sulla loro biografia. Si ritroverebbero soli - o peggio: insieme ai nonni, poco autosufficienti.
Per questo il caso del quarantunenne di Mestre ha suscitato tanto interesse, ma anche tanta preoccupazione. Tra i gli adulti. Cosa succederebbe se il contagio si propagasse? Se molti altri "giovani" trentenni se ne andassero? Non per costrizione, ma per attrazione. Sedotti dal richiamo del Pifferaio di Hamelin, che li guida verso la Terra dell'Autonomia e dell'Indipendenza. Senza di loro figli, i genitori si scoprirebbero soli. E vecchi. All'improvviso. Senza più alibi. Aggrediti dalla noia e dalla tristezza.”

 

15 settembre 2011

La Vanoni canta a Ostia. E fa il comizio: «Berlusconi è un ladro» - Corriere Roma

La Vanoni canta a Ostia. E fa il comizio: «Berlusconi è un ladro» - Corriere Roma: nel concerto di chiusura di «Ostia Classic», la rassegna estiva che per il terzo anno si è svolta nella cittadina sul litorale romano, la Vanoni rosso-vestita ha deciso di prendersela con il presidente del Consiglio, nonché leader di quel Pdl per cui lei si era schierata solo pochi mesi fa. «Berlusconi è un ladro - esordisce - me ne vado da questo Paese, l'Italia fa schifo». E ancora: «Berlusconi ha triplicato il suo capitale e a noi ha tolto tutto».

Forse dovevano spiegare all'Ornella che Ostia è una delle zone più fascio di Roma. E comunque a quella manifestazione vengono solo vecchietti per parlare di cavoli loro, con buona pace del grosso nome sul palco.


13 settembre 2011

Fin dentro casa...

È sabato, penso di aver diritto a poltrire, ma vengo svegliato da uno squillo di citofono. Un tale che deve entrare, ed ha suonato un pulsante a caso. Lo guardo dalla finestra e fa “Oh, scusi, l’ho svegliata?”. Sono troppo educato per rispondere, ma dato che nel quartiere dove vivo volano bestemmie come se piovesse, sarei stato in tono con l’ambiente.
Non basta: mi suonano pure alla porta! È Tecnocasa, vogliono darmi il loro depliant. Rispondo che non lo voglio, ma loro me lo fanno ugualmente passare sotto la porta. Apro rabbiosamente, lo raccolgo, lo restituisco, e dico che non hanno nessun diritto di sporcare a casa degli altri. Espressione inebetita: “ma io sto lavorando!”… frase tipica romana, che esprime tutto un discorso, passaporto per ogni licenza. Sto lavorando, ho questa condanna a vita, mica sono come tutti gli altri che se la spassano nei loro castelli in Toscana. Questa volta sono meno conciliante. E che lavoro è, andare a rompere i coglioni alla gente?

Scendo, la cassetta delle lettere è piena di pubblicità, nonostante ci sia un raccoglitore all’ingresso, e nonostante sulla mia cassetta ci sia scritto chiaro che NON VOGLIO PUBBLICITà!
I tergicristalli della mia macchina sono stati scambiati per dei ferma-volantini. Sul marciapiede, è spuntato come un fungo un cartellone pubblicitario. I cassonetti, nuovi nuovi, ospitano già gli adesivi di qualche robivecchi, completi di numero di telefono, e dei tag. I lampioni sono pieni di tazebao, i segnali stradali coperti di adesivi.  Se non sto attento prima o poi mi tappezzeranno persino il sedere con qualche manifestino.

Siamo sotto assedio, decisamente.

12 settembre 2011

Differenze

In Italia salta una fabbrica di fuochi d'artificio. In Francia salta una centrale nucleare. Altra classe...



11 settembre 2011

Souvenir of Switzerland


In Italy, for thirty years under the Borgias, they had warfare, terror, murder and bloodshed, but they produced Michelangelo, Leonardo da Vinci and the Renaissance. In Switzerland, they had brotherly love, they had five hundred years of democracy and peace – and what did that produce? The cuckoo clock.

(Orson Welles, "The Third Man")

08 settembre 2011

Breve, rozza e brutale recensione del "Ventre di Parigi" di Zola

Un tale ritorna fortunosamente dalla Cayenna solo per finire a fare l’ispettore dei banchi del pesce al mercato di Parigi. Dopo anni di detenzione è perfettamente indifferente alle grazie di una pescivendola che gli si strofina addosso, e invece pensa a complottare contro il governo insieme ad altri velleitari finché non si fa riacciuffare confermandosi il galeotto più balordo della storia delle patrie galere. Dettagliate descrizioni di ceste di cavolfiori, banchi di salami e sanguinacci, livorose zitelle pettegole nella Francia del Secondo Impero. Ottimo per stimolare il sonno.

Il Cazzaro della Sera

Davvero, occorrerebbe ribattezzare il Corriere “Il Cazzaro della Sera”. Oggi sull’edizione online (una volta tanto non firmata dal solito Elmar Burchia, il principe delle stronzate elevate a giornalismo) questa cosiddetta ‘provocazione’: foto di persone distrutte dopo aver fatto sport, e dopo essersi vestite e curate di tutto punto. Il jogging fa bene? E diamine, e se facessimo delle foto a persone appena svegliate e le titolassimo ‘il sonno fa bene’? Ma andate a lavorare, cialtroni!

LA PROVOCAZIONE Il jogging: siamosicuri che facciadavvero bene?  CRONACHE Gli scatti prima e dopo la corsa del fotografo Goldberger: le immagini

03 settembre 2011

The parasite problem | The Economist

Wealth creation and macroeconomics: The parasite problem | The Economist:

"Take the public sector versus private sector trade-off. Some say that the public sector is a parasite that depends on the wealth generated by the private sector. And we can probably all agree that there is a point at which the public sector can overwhelm and crowd out the private sphere. But look at the problem from a different point in the circle. Who educates the private sector workers? Who keeps them healthy (in Europe at least)? Who provides the roads and public transport? Who provides the legal system that guarantees property rights or the police that patrol the streets? All functions provided by the public sector."


31 agosto 2011

Io, cittadino al di sotto di ogni sospetto

Oggi vado dal mio medico di base per farmi fare un certificato di idoneità alla pratica sportiva. Ho trovato una piccola palestra vicino all'ufficio e mi sono deciso a fare un po' di sport, in pausa pranzo. Ora, suppongo che un medico dovrebbe solo congratularsi e incoraggiarmi su questa strada, invece lui commenta con un sorrisetto: "Ah, ma lei ha molto tempo da perdere!". Non pensavo che curare la propria efficienza fisica fosse tempo perso, né che un paio d'ore alla settimana fossero 'molto tempo'… Anche a occhio si vede che ho il fisico tipico di un sedentario. Devo avere un grosso punto interrogativo sulla testa (??!) come nei fumetti, alchè il cerusico con aria ammicante mi fa: "Io lo so che lavoro fa". Mbè? Conosce me e la mia famiglia da trent'anni, non spaccio droga e non traffico armi, quindi non vedo perché dovrei nascondere ciò che faccio; ma ho già capito dove si va a parare: sono uno statale, il pària del 2000.

30 agosto 2011

(In) tolleranza svedese ?

Padre padrone mediterraneo troppo manesco, o eccesso di zelo scandinavo che tracima nell’intolleranza? La giustizia svedese è la stessa che sta perseguendo Julian Assange per un reato che non esiste altrove. E, nella vicina Norvegia, il caso Bervik ha mostrato quanto indulgente verso i gravi reati fosse la legislazione di quel paese. Insomma, è normale che uno si faccia tre giorni di galera per uno schiaffo, e rischi solo vent’anni per una strage?

Domanda: ma gli svedesi così severi verso l’italiano manesco, non saranno poi magari più tolleranti verso comportamenti aberranti di persone di diversa etnia, sotto il pretesto del rispetto del multiculturalismo? Perché quello che vale per un arabo non vale per un italiano? Bisogna essere severissimi contro i maltrattamenti in famiglia, ma senza sfociare nel ridicolo.  

 

Stoccolma, schiaffeggia il figlio per strada
arrestato consigliere comunale pugliese

Protagonista della vicenda un politico di Canosa in vacanza in Svezia accusato di maltrattamenti. Ha passato tre giorni in carcere, martedì prossimo la sentenza del giudice

 

Governo ladro....

Dunque gli anni dell'università e del servizio militare non potranno più essere conteggiati1 per calcolare l'età pensionabile. L’ultima trovata del governo punisce le persone istruite e soprattutto i maschi. Pazienza per l’Università: è stata una scelta nostra, potevamo invece andare a zappare, tanto a che serve essere colti in questo paese se la prima cretina con le tette grosse può passarti avanti? Ma il servizio militare no, è davvero uno scandalo. Abbiamo pagato la tassa più pesante di tutte, un anno della nostra vita, immolato per difendere la Patria non si a bene da cosa: è toccata solo a noi maschi, e di questi solo chi non si è imboscato, inventandosi qualche malattia strana o l’obiezione di coscienza. E questo è il ringraziamento? Non si può aumentare l’aliquota agli evasori fiscali che hanno fatto rientrare i capitali con lo scudo, con la motivazione che “bisogna stare ai patti”: ma il patto con noi, con i giovani, con quelli che hanno addirittura giurato fedeltà alla Repubblica?
Questo governo deve andare via, via, via, via!!!

29 agosto 2011

L'ultima conferma...

Uscendo per l’ultima volta dalla Svizzera dopo un sofferto soggiorno di un anno emisi un grido di giubilo.
Ecco l’ennesima conferma che trattasi di un paese di merda:

IN SVIZZERA

Animalisti battuti «Legittimo sparare ai gatti»

ANIMALI Erano state raccolte 14 mila firme per bloccare la caccia di Giusi Fasano
A parte l’insita crudeltà mentale, bisogna essere matti a permettere a delle persone di sparare col fucile nei centri abitati.
Spero che un paio di questi stronzi si ammazzino tra di loro, così imparano a giocare con le armi come dei bambini deficienti.

25 agosto 2011

Magistrati e Dirigenti

Potrei molto dire sull’argomento…

L'INCHIESA- SPESA PUBBLICA

Quei super dirigenti statali pagati con un doppio stipendio

CRONACHE Lo scandalo dei «fuori ruolo». Solo i magistrati sono trecento di Milena Gabanelli e Bernardo Iovene
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Bell'articolo, ma qualcuno spieghi alla Gabanelli che i magistrati NON sono dirigenti (anche se a loro piace baloccarsi con questa idea...).

23 agosto 2011

Giornalettismo...


Queste sono le gallerie fotografiche più viste su Corriere del Veneto, l’edizione veneta online del Corriere della Sera. Il Corriere della Sera, mica Novella 2000!
Poi ci si meraviglia del boom del Fatto Quotidiano?

22 agosto 2011

Alla ricerca dell'autorità perduta

Alla ricerca dell'autorità perduta - Repubblica.it:
La crisi del Potere e - soprattutto - dell'Autorità, infine, è particolarmente visibile in Italia. Dove la Politica è debole, più ancora della Finanza e dell'Economia. Dove i leader di governo cercano di non dar nell'occhio. Si affidano alla supplenza di altri poteri (relativamente) più autorevoli, come la Bce. Mentre l'opposizione stenta a trasformare l'impotenza della maggioranza in potere. A guadagnare autorità. Il nuovo moto di insofferenza contro la casta non deriva solo dal riprodursi di un sistema di privilegi - e di corruzione - che, in effetti, non è mai cessato. Ma dall'assoluta perdita di autorità della classe dirigente. Soprattutto dei leader che governano il Paese da 10 anni, in modo quasi ininterrotto. Quelli che, fino a un anno fa, avevano trasformato Villa Certosa nella rutilante capitale estiva del Paese. Affollata di veline e velinari. Quelli che parlano di politica con un linguaggio antipolitico. Usano il turpiloquio come linguaggio pubblico. E alzano il dito non per mostrare la luna ...

Come immaginare che possano riscuotere "prestigio" e deferenza tra i cittadini? Se riproducono i vizi e le debolezze del popolo, perché dovrebbero ottenere privilegi e riconoscimento da parte del popolo? Oggi che la crisi minaccia la condizione economica e sociale, la vita quotidiana di tutti?
Questa fase mi pare particolarmente insidiosa. Difficile da superare. È frustrata da un grande deficit di autorità - e di potere. Da una grande povertà di riferimenti etici e di comportamento. Un problema aggravato, (non solo) in Italia, dalla scarsità di attori e persone credibili. In grado di "dire" le parole necessarie a esprimere il sentimento del tempo... Ma, soprattutto, di tradurle in pratiche coerenti. Di dare il buon esempio.

Ilvo Diamanti

Fuga da Ostia?

TURISMO

La grande fuga da Ostia: «In 5 anni
sparito il 50% delle presenze»

CRONACA Secondo commercianti e operatori balneari prosegue il trend negativo: solo nel 2011 le presenze sono crollate del 20%. Parcheggi vuoti, niente code davanti ai locali notturni Fulloni
Ostia, quartiere sul mare di Roma, non è certamente la Sardegna, ma sfigura persino davanti a Pescara: dove c’è un bellissimo e curato lungomare, con la pista ciclabile, e dove si può entrare in spiaggia in qualsiasi punto.
Se Parigi avesse un quartiere sul mare, sarebbe di certo il più esclusivo ed elegante:

20 agosto 2011

Cimabue, fai una cosa e ne sbagli due...

 Non c'è che dire, siamo governati da geni...
(da libertiamo.it):

Sono Robin Tax, rubo ai ricchi, ai poveri e pure allo Stato

di DIEGO MENEGON – Qualche giorno fa Marco Faraci ci segnalava come fosse fuorviante il gergo giornalistico quando parla di miliardi “bruciati” dalle borse. I mercati, osservava, danno dei segnali di prezzo e, nel caso dei mercati borsistici, indicano il valore delle società quotate.
A volte, però, capita che si possa parlare opportunamente di miliardi di euro di capitalizzazione letteralmente “bruciati”. Ad accendere la miccia però non sono i broker, ma i governi. È quanto è accaduto esattamente una settimana fa con l’approvazione della manovra finanziaria. Il decreto legge approvato dal Governo prevede un aumento dell’addizionale sull’energia (la famigerata Robin Tax) da 6,5 a 10,5 punti percentuali e l’estensione dei soggetti cui si applica l’imposta. Come un articolo di legge può bruciare oltre cinque miliardi di euro in poche ore: all’indomani della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della manovra, Snam Rete Gas ha perso il 9,9%, Terna il 13,6%, Enel Green Power il 5,4%, Falck Renewables il 6%, Ternienergia il 3,9%, l’Enel (a cui si applicava già l’aliquota, ma nella misura del 6,5%) ha perso il 4,2%, Saras il 4,4% ed Edison il 3,3%.
In una settimana di negoziazioni a Piazza Affari, i medesimi titoli non hanno conosciuto nessun rimbalzo ed anzi hanno successivamente seguito il trend negativo dei mercati. Possiamo quindi dire che la misura fiscale che dovrebbe portare all’erario 3,6 miliardi di euro in tre anni è costata al sistema paese 5,2 miliardi di euro in un giorno.
I paradossi non finiscono qui. Molte di queste società sono partecipate dallo Stato.