31 luglio 2011

Abolire le Province, recuperare il personale

Articolo: ABOLIRE LE PROVINCE? SI RISPARMIA POCO (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002444.html)

Data: 31-07-2011

 

Autore: Dario Quintavalle

Commento: Mobilizzare il personale radicato sul territorio

 

Abolire le province presenterebbe il vantaggio di poter destinare il loro personale ad altre funzioni. Gli uffici territoriali dello Stato soffrono ormai di cronica carenza di personale, e trovano difficoltà a riempire gli organici, soprattutto al Nord. Basti pensare che l'organico degli uffici giudiziari è sceso in nove anni di 10.000 unità, pari a 1/5 della forza lavoro prevista. Il personale delle province, radicato territorialmente, potrebbe ben supplire a questi deficit, senza correre il rischio che chieda il trasferimento ad altra sede. Quindi l'ipotesi di una mobilità dalle province ad altri uffici pubblici andrebbe studiata 'a prescindere' dall'abolizione delle stesse.

27 luglio 2011

Il Ministro del Disprezzo 2

Brunetta, un vino inacidito
di Francesco Merlo

La rabbia. Il rancore. La bile. Quella di Renatino è la storia di un odio, di un malessere privato e personale proposto come filosofia di governo. Esce 'Il fantuttone', un libro sul ministro dell'innovazione


Mai nella storia del nostro Paese, che pure è piena di personaggi pittoreschi, un ministro aveva insultato così tanto gli italiani che avrebbe dovuto governare invece di insolentire: élite di merda, fannulloni, ignoranti… Figlio di un venditore ambulante, professore universitario, socialista di formazione, Renato Brunetta è l’uomo di governo che ha invitato i laureati disoccupati ad andare a scaricare cassette di frutta, che ha mandato a morire ammazzata quella «sinistra per male» che non gli piaceva, che ha dichiarato guerra ai precari, ai professori, agli studenti, agli impiegati, ai bidelli, insomma a molti di quegli elettori che pure lo avevano votato. Francesco Merlo racconta in un saggio introduttivo la storia di Brunetta come «la storia di un rancore» e ripercorre, attraverso una raccolta di articoli, lettere e corsivi allegramente polemici (spesso corredati dalle repliche dello stesso Brunetta), l’epopea, le altezze e le bassezze di uno degli uomini politici più discussi degli ultimi anni: l’uomo che aveva promesso di cambiare «l’Italia peggiore», ma che è riuscito a diventare invece il peggiore dei ministri, probabilmente il ministro dei peggiori, certamente il più agitato, il più caricaturale e, alla fine, il più malinconicamente comico.

19 luglio 2011

Ostia cambia? Ma in meglio?

Ostia Cambia:
pomposo nome, per ora tutto da verificare dei buoni propositi su Ostia da parte dell'amministrazione capitolina.
Cambierà? Quando? E cambierà in meglio? Non ne sono sicuro.

Ostia è il mistero buffo della Capitale: se Parigi avesse un quartiere sul mare, sarebbe il posto meglio curato e più chic. Ostia invece è luogo di degrado e abbandono, abitata da emigrati e pregiudicati, e in genere da persone di una volgarità che fa male alle orecchie e agli occhi, con una casta di balneari gelosi del proprio odioso monopolio (è l'unico posto al mondo, credo, dove il mare sia recintato) e che non scuciono una lira per migliorare l'ambiente (vedi le aiuole di Piazzale Magellano senza un filo d'erba: sarebbe questo il waterfront?).

Nel piano del Comune si parla di riqualificazioni, che è un altro modo per chiamare il cemento: vedi il Polo Natatorio, che ha occupato uno degli ultimi spazi liberi sul lungomare, vedi il previsto Punto Verde Qualità di Via Poggio di Venaco che alla fine sarà poco puntiforme e poco verde. Intanto l'Opera Nazionale Maternità e Infanzia della Stella Polare è abbandonata e in rovina, l'ex Scuola Alberghiera una scatola vuota, e si potrebbe continuare. Non si prevede un collegamento ferroviario con l'aeroporto e con la vicina Fiumicino. Almeno hanno rifatto i marciapiedi davanti casa mia e messo cassonetti nuovi: una conquista.

Ci vorrebbe una classe dirigente degna di questo nome, ma basta vedere la biografia in inglese del sindaco AleMagno per capire in mano a chi stiamo: "Gianni Alemanno was born in 1958 in Bari. He has lived and worked in Rome since 1970 also in his quality as politician"...

Insomma, stiamo freschi. E d'estate almeno questa è una consolazione...

15 luglio 2011

Desperate Housewife

Clinton annuncia l'addio alla politica - Corriere della Sera: "

Triste fine della donna-maschietto che definisce uno dei lavori più importanti del mondo un 'merry-go-round", una trottola.

11 luglio 2011

La curva dei tuoi occhi

La curva dei tuoi occhi
La curva dei tuoi occhi intorno al cuore
ruota un moto di danza e di dolcezza,
nimbo del tempo, arca notturna e fida,
e se non so più tutto quel che vissi
è che non sempre i tuoi occhi m'hanno visto.

Foglie di luce e spuma di rugiada
canne del vento, risa profumate,
ali che il mondo coprono di luce,
navi che il cielo recano ed il mare,
caccia dei suoni e fonti dei colori,

profumi schiusi da cova di aurore
sempre posata su paglia degli astri,
come la luce vive d'innocenza
il mondo vive dei tuoi occhi puri
e va tutto il mio sangue nei tuoi sguardi.

Paul Eluard

08 luglio 2011

Salviamo la dirigenza!

Commento all'articolo: SALVIAMO DALLA POLITICA IL DIRIGENTE ESTERNO
(http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002411.html )
Data: 08-07-2011
Autore: Dario Q
Oggetto: Piuttosto prosciugare un bacino di clientelismo e corruzione
Testo: Più che riscritto, il 'diciannovecommasei' andrebbe abolito. Una
norma che era stata originariamente introdotta per arricchire la PA di
personalità del calibro di Mario Draghi (Direttore Generale del Tesoro), è
stata usata per distribuire in modo clientelare incarichi di alta
amministrazione, deprimendo le aspirazioni della dirigenza selezionata per
concorso a fare una carriera trasparente e fondata sul merito. Soprattutto,
il frutto avvelenato di tutta quella riforma è stato di trasformare la PA in
una proprietà privata del politico, che similmente all'imprenditore si
ritiene in diritto di nominare i dirigenti a lui più graditi… senza però il
rischio d'impresa proprio del privato. La cd. Riforma Brunetta ha fatto
pochissimo in termini di meritocrazia, limitando al solo 50%, chissà perché,
il numero di posti da direttore generale da mettere a concorso (norma
facilmente aggirabile, liberando un posto per volta) e nulla per favorire la
mobilità interna alla PA). In altri termini, occorre finalmente capire che a
dover essere riformata non è la PA (estenuata e avviata all'estinzione causa
ripetuti blocchi del turn over), ma la politica che ad essa sovraintende.


Commento all' Articolo: SALVIAMO DALLA POLITICA IL DIRIGENTE ESTERNO (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002411.html)
Data: 09-07-2011
Autore: Dario Q
Oggetto: Salvare i Magistrati?
Testo: Davvero non si sentiva il bisogno di una simile proposta. Non si tratta di essere corporativi, ma di salvaguardare il principio di una PA di tutti, imparziale, cui si accede e si progredisce per concorso. Particolarmente fuori luogo nell' articolo, la preoccupazione di salvaguardare le aspirazioni di carriera di accademici e magistrati, categorie che certo non hanno bisogno dell' interessamento premuroso del dott. Ferrante per continuare a far man bassa di lucrosi incarichi. In particolare sarebbe auspicabile semmai mettere finalmente in discussione la cultura dei doppi incarichi, e quelle navette tra magistratura, alta amministrazione e politica che sono un terreno di coltura di malcostume, e che mal si addicono alla terzietà che si deve presumere in un giudice. Un nome per tutti: Alfonso Papa.


Articolo: SALVIAMO DALLA POLITICA IL DIRIGENTE ESTERNO (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002411.html)
Data: 11-07-2011
Autore: Dario Q
Oggetto: Sangue fresco? Sì, con i concorsi.
Testo: Personalmente credo che la validità di un istituto si giudichi dai risultati, non da una fumosa “ratio” o “volontà del legislatore”, esattamente come il buon seme si vede dai frutti. E allora una proposta: perché non fare un censimento di tutti gli incarichi e vedere che tipo di persone abbiamo assunto in questi anni? Poi, anch’io credo che la PA non debba essere autoreferenziale ed aprirsi all’esterno, ma non capisco che nesso c’è con i dirigenti contrattualizzati. Per immettere sangue fresco ed aprirsi all’esterno, una risposta c’è, e si chiama “concorsi e assunzioni”. Sfugge ai molti che parlano di PA quanti siano ormai i buchi in organico. In nove anni da dirigente ho accompagnato alla pensione moltissimi impiegati, ma mai accolto un neoassunto. Nel mio Ministero non si fa un concorso dal 1997, e la forza lavoro è calata del 20%. “Blocco del turn over” questo vuol dire: meno posti di lavoro = meno opportunità per intere generazioni di giovani. C’è un nesso diretto  tra blocco del reclutamento ordinario, e assunzione  straordinaria, quindi credo che la vera priorità sia di programmare regolarmente nuove assunzioni, cioè assicurare il futuro della PA.

07 luglio 2011

Il nostro uomo a Tirana

Prime immagini dell'Albania dove sono per una missione europea TAIEX.
Paese interessante, assai più moderno e meno sgarrupato di quello che
immaginavo, con una magnifica moschea, e tra architettura italiana degli
anni Trenta (barocchetto romano più propilei piacentini ani) sembra di
essere al quartiere Trieste.
Bella vita notturna, caffè rumorosi dappertutto, e un'accoglienza davvero calorosa.