29 settembre 2011

Aristotele non era belga

"Quindi, lascia che ti corregga su un paio di cose, ok? Aristotele non era
belga. Il messaggio centrale del Buddhismo non è "ognuno pensi a sè stesso".
E il London Underground non è un movimento politico."
(Un pesce di nome Wanda)

25 settembre 2011

Crediamoci...

Gilbert Bécaud 
LA SOLITUDE, ÇA N'EXISTE PAS


La solitude, ça n'existe pas.
La solitude, ça n'existe pas.
La solitude, ça n'existe pas.
La solitude, ça n'existe pas.

Chez moi il n'y a plus que moi
Et pourtant ça ne me fait pas peur.
La radio, la télé sont là
Pour me donner le temps et l'heure.
J'ai ma chaise au Café du Nord,
J'ai mes compagnons de flipper
Et quand il fait trop froid dehors,
Je vais chez les petites soeurs des coeurs.

La solitude, ça n'existe pas.
La solitude, ça n'existe pas.

Peut-être encore pour quelques loups,
Quelques malheureux sangliers,
Quelques baladins, quelques fous,
Quelques poètes démodés.
Y a toujours quelqu'un pour quelqu'un,
Y a toujours une société.
Non, ce n'est pas fait pour les chiens,
Le Club Méditerranée.

La solitude, ça n'existe pas.
La solitude, ça n'existe pas.

Tu te trompes, petite fille,
Si tu me crois désespéré.
Ma nature a horreur du vide:
L'univers t'a remplacée.
Si je veux, je peux m'en aller
À Hawaii, à Woodstock ou ailleurs
Et y retrouver des milliers
Qui chantent pour avoir moins peur.

La solitude, ça n'existe pas.

La colonna dell'agonia

agony column:

The part of a magazine or newspaper where letters from readers about their personal problems are printed, together with advice about how to deal with them


Stupirsi che amo l'inglese?

Il Tunnel Gelmini


Se ci fosse stato davvero un tunnel tra Ginevra e l'Abruzzo, ne avrei senz'altro approfittato per scappare da quel paese di maniaci della pulizia e del denaro.
Piccolo episodio che però dimostra cosa succede: a non prepararsi mai, anche se il proprio compito è fare il Ministro; a spararla sempre più grossa, tanto nessuno ti contraddice; a circondarsi di incapaci e di servi sciocchi che non contraddicono mai il Capo, nemmeno per fargli notare che si sta rendendo ridicolo.
A nessuno è venuto in mente, lì al MIUR, che un tunnel di 730 km era una cosa enorme? Pagherà qualcuno per questo sbaglio, che fa già ridere tutti i blogger italiani, e se la notizia passerà oltreconfine aggiungerà altri motivi all’ilarità che desta il nostro Paese?
Ecco il tunnel è un buco nell’acqua, il simbolo di come è andata in malora la cosa pubblica in Italia in questi anni.

Il Ministro, infatti, lungi dallo scusarsi e dal prendere provvedimenti, ha detto che con Tunnel si intende “un’altra cosa”.
Ora, la Gelmini è un avvocato, e può essere scusata se non sa di fisica. Ma tutti noi sappiamo cos’è un tunnel.
Soprattutto, l’errore marchiano del Ministero e il suo rifiuto di correggerlo, ci fanno riflettere: questo è il Ministero deputato alla diffusione della cultura, non delle balle. Questo è il Ministero che sovraintende a tutte le scuole italiane, e a scuola un errore simile sarebbe stato segnato da un qualunque insegnante con la matita rossa. La scuola, l’università, servono a correggere gli errori, e attraverso questo processo ci aiutano a migliorare. Ricordiamo con più affetto gli insegnanti che - con la loro pignoleria, la severa censura dei nostri errori  - ci hanno aiutato  a sviluppare senso critico.
Ecco, qui manca drammaticamente il senso critico. E con esso il senso del ridicolo, e il senso dello Stato. 
Infatti, mentre l’Italia sghignazza, il comunicato stampa ad oggi non è stato ancora rimosso, è sempre lì, imperterrito a sfidare il ridicolo: http://www.istruzione.it/web/ministero/cs230911
 
Uhm… “non è stato ancora rimosso, è sempre lì, imperterrito a sfidare il ridicolo”….
Adesso che ci penso, mi ricorda qualcuno




23 settembre 2011

Ma i mammoni sono i genitori

Se i figli trentenni se ne andassero di casa - Repubblica.it

L’ennesimo caso di adulto che non vuole andar via di casa, per di più impiegato pubblico: ‘mammone e fannullone’, la summa di tutti gli stereotipi all’italiana…

Fortunatamente Ilvo Diamanti rimette i puntini sulle i: alla maggior parte dei genitori questa situazione in fondo piace, e sono loro a contrastare le velleità di indipendenza dei figli.

 

“Se i figli unici se ne andassero davvero. A trent'anni e anche prima. Se "abbandonassero" i genitori. I genitori che farebbero? Perderebbero il  "controllo" sui figli e sulla loro biografia. Si ritroverebbero soli - o peggio: insieme ai nonni, poco autosufficienti.
Per questo il caso del quarantunenne di Mestre ha suscitato tanto interesse, ma anche tanta preoccupazione. Tra i gli adulti. Cosa succederebbe se il contagio si propagasse? Se molti altri "giovani" trentenni se ne andassero? Non per costrizione, ma per attrazione. Sedotti dal richiamo del Pifferaio di Hamelin, che li guida verso la Terra dell'Autonomia e dell'Indipendenza. Senza di loro figli, i genitori si scoprirebbero soli. E vecchi. All'improvviso. Senza più alibi. Aggrediti dalla noia e dalla tristezza.”

 

15 settembre 2011

La Vanoni canta a Ostia. E fa il comizio: «Berlusconi è un ladro» - Corriere Roma

La Vanoni canta a Ostia. E fa il comizio: «Berlusconi è un ladro» - Corriere Roma: nel concerto di chiusura di «Ostia Classic», la rassegna estiva che per il terzo anno si è svolta nella cittadina sul litorale romano, la Vanoni rosso-vestita ha deciso di prendersela con il presidente del Consiglio, nonché leader di quel Pdl per cui lei si era schierata solo pochi mesi fa. «Berlusconi è un ladro - esordisce - me ne vado da questo Paese, l'Italia fa schifo». E ancora: «Berlusconi ha triplicato il suo capitale e a noi ha tolto tutto».

Forse dovevano spiegare all'Ornella che Ostia è una delle zone più fascio di Roma. E comunque a quella manifestazione vengono solo vecchietti per parlare di cavoli loro, con buona pace del grosso nome sul palco.


13 settembre 2011

Fin dentro casa...

È sabato, penso di aver diritto a poltrire, ma vengo svegliato da uno squillo di citofono. Un tale che deve entrare, ed ha suonato un pulsante a caso. Lo guardo dalla finestra e fa “Oh, scusi, l’ho svegliata?”. Sono troppo educato per rispondere, ma dato che nel quartiere dove vivo volano bestemmie come se piovesse, sarei stato in tono con l’ambiente.
Non basta: mi suonano pure alla porta! È Tecnocasa, vogliono darmi il loro depliant. Rispondo che non lo voglio, ma loro me lo fanno ugualmente passare sotto la porta. Apro rabbiosamente, lo raccolgo, lo restituisco, e dico che non hanno nessun diritto di sporcare a casa degli altri. Espressione inebetita: “ma io sto lavorando!”… frase tipica romana, che esprime tutto un discorso, passaporto per ogni licenza. Sto lavorando, ho questa condanna a vita, mica sono come tutti gli altri che se la spassano nei loro castelli in Toscana. Questa volta sono meno conciliante. E che lavoro è, andare a rompere i coglioni alla gente?

Scendo, la cassetta delle lettere è piena di pubblicità, nonostante ci sia un raccoglitore all’ingresso, e nonostante sulla mia cassetta ci sia scritto chiaro che NON VOGLIO PUBBLICITà!
I tergicristalli della mia macchina sono stati scambiati per dei ferma-volantini. Sul marciapiede, è spuntato come un fungo un cartellone pubblicitario. I cassonetti, nuovi nuovi, ospitano già gli adesivi di qualche robivecchi, completi di numero di telefono, e dei tag. I lampioni sono pieni di tazebao, i segnali stradali coperti di adesivi.  Se non sto attento prima o poi mi tappezzeranno persino il sedere con qualche manifestino.

Siamo sotto assedio, decisamente.

12 settembre 2011

Differenze

In Italia salta una fabbrica di fuochi d'artificio. In Francia salta una centrale nucleare. Altra classe...



11 settembre 2011

Souvenir of Switzerland


In Italy, for thirty years under the Borgias, they had warfare, terror, murder and bloodshed, but they produced Michelangelo, Leonardo da Vinci and the Renaissance. In Switzerland, they had brotherly love, they had five hundred years of democracy and peace – and what did that produce? The cuckoo clock.

(Orson Welles, "The Third Man")

08 settembre 2011

Breve, rozza e brutale recensione del "Ventre di Parigi" di Zola

Un tale ritorna fortunosamente dalla Cayenna solo per finire a fare l’ispettore dei banchi del pesce al mercato di Parigi. Dopo anni di detenzione è perfettamente indifferente alle grazie di una pescivendola che gli si strofina addosso, e invece pensa a complottare contro il governo insieme ad altri velleitari finché non si fa riacciuffare confermandosi il galeotto più balordo della storia delle patrie galere. Dettagliate descrizioni di ceste di cavolfiori, banchi di salami e sanguinacci, livorose zitelle pettegole nella Francia del Secondo Impero. Ottimo per stimolare il sonno.

Il Cazzaro della Sera

Davvero, occorrerebbe ribattezzare il Corriere “Il Cazzaro della Sera”. Oggi sull’edizione online (una volta tanto non firmata dal solito Elmar Burchia, il principe delle stronzate elevate a giornalismo) questa cosiddetta ‘provocazione’: foto di persone distrutte dopo aver fatto sport, e dopo essersi vestite e curate di tutto punto. Il jogging fa bene? E diamine, e se facessimo delle foto a persone appena svegliate e le titolassimo ‘il sonno fa bene’? Ma andate a lavorare, cialtroni!

LA PROVOCAZIONE Il jogging: siamosicuri che facciadavvero bene?  CRONACHE Gli scatti prima e dopo la corsa del fotografo Goldberger: le immagini

03 settembre 2011

The parasite problem | The Economist

Wealth creation and macroeconomics: The parasite problem | The Economist:

"Take the public sector versus private sector trade-off. Some say that the public sector is a parasite that depends on the wealth generated by the private sector. And we can probably all agree that there is a point at which the public sector can overwhelm and crowd out the private sphere. But look at the problem from a different point in the circle. Who educates the private sector workers? Who keeps them healthy (in Europe at least)? Who provides the roads and public transport? Who provides the legal system that guarantees property rights or the police that patrol the streets? All functions provided by the public sector."