31 ottobre 2011

angle for sth - definition in British English Dictionary & Thesaurus - Cambridge Dictionary Online

angle for sth - definition in British English Dictionary & Thesaurus - Cambridge Dictionary Online: angle for sth phrasal verb
mainly disapproving
Definition
If someone is angling for something, they are trying to get something without asking for it directly
He's clearly angling for a job/an invitation.

- Inviata con Google Toolbar

30 ottobre 2011

E' sempre ora legale

Ci sono notizie ridondanti e sempre uguali in TV: le interviste di Cicchitto (Capezzone ha smesso: segno che prendere a cazzotti qualcuno non è democratico, ma a volte serve allo scopo), i servizi sul meteo di Pasquetta e le gite fuoriporta, e i peana sul risparmio di energia derivante dall’ora legale. Siamo oggi tornati all’ora “solare”, nome paradossale per un fenomeno che significa sostanzialmente che fa buio prima. Con buona pace dei depressi e dei meteopatici. Ora, l’ora “solare” non esiste. Il termine ‘solare’ lascia presupporre una ‘naturalità’, un adeguamento ai cicli della natura, ai bioritmi, ma la scelta del fuso orario su cui regolarsi è sempre frutto dell’autorità statale. Dunque, siamo sempre in regime di ‘ora legale’. Gli spagnoli stanno sul meridiano di Greenwich, ma si sincronizzano sull’Europa Centrale (CET), salvo poi cenare tardissimo. In Cina, si svegliano tutti alla stessa ora, quella di Pechino: miracoli del totalitarismo. Ma neanche qui scherziamo. Perché dunque bisogna rimettere ogni inverno le lancette indietro, e vedere il sole tramontare prima? Non potremmo fare come in Russia dove la benedetta ora legale stata prolungata per sempre, e amen? Quali sarebbero le controindicazioni? Io non le vedo.

29 ottobre 2011

pine for sth/sb

pine for sth/sb - definition in British English Dictionary & Thesaurus - Cambridge Dictionary Online: -

to want something or someone very much, usually when it is impossible to have them, or when they have gone away
He's still pining for his ex-girlfriend.

Ricordando le Cinqueterre

Nelle Cinqueterre ci andammo per un convegno-assemblea dell’associazione Allievi SSPA, e devo ancora ringraziare Danilo Festa per averci (-mi) fatto scoprire quel meraviglioso angolo d’Italia.
Mi si è stretto il cuore a vedere una piazza sul mare nella quale passammo uno spensierato pomeriggio sepolta e sfigurata dal fango.
E mi sento indignato (non uso il termine perché va di moda) a vedere che la notizia occupa la settima posizione nei siti web dei principali quotidiani nazionali. Va bene la BCE, ma pure sotto l’intervista a Beppe Grillo…
Vorrei ricordare così quei giorni e quei luoghi, nell’unico modo che conosco, con le mie fotografie:
http://www.flickr.com/photos/7183271@N07/sets/72157622301489888/with/2582709025/
e oggi che ministri e (autoproclamatisi) ‘governatori’ vengono contestati sarebbe bello – noi supposta ‘classe dirigente’ - fare qualcosa di meno simbolico per aiutare quelle popolazioni e quei luoghi che ci hanno regalato qualche bel momento insieme.
D

28 ottobre 2011

Ostia, nonostante

Oggi, 28 Ottobre, casualmente anniversario della marcia su Roma, fanno ormai esattamente quattro anni che mi sono trasferito a Ostia. Una marcia DA Roma, dunque. Un blogger ha elencato alcuni dei suoi pregi: 1) Gli scavi archeologici di Ostia Antica 2) Il Borghetto di Ostia Antica con la chiesa di S.Aurea ed il castello di Giulio II 3) La Pineta di Castelfusano con la villa di Plinio e la via Severiana 4) Il Porto turistico – 800 posti barca ed 80 negozi (sono in corso lavori d’ampliamento per albergo, palestra, centro commerciale…) 5) Multisala Cineland con 14 sale, 8 piste da bowling, sala giochi, negozi etc. 6) I teatri “Nino Manfredi”, “Del Lido”, “Fara Nume”, “Dafne”, “Pegaso” ed il teatro romano di Ostia Antica (periodo estivo). 7) Un'isola pedonale 8) Il Palazzo dell-Atletica Pesante 9) Il Polo Natatorio 10) In estate quasi tutti gli stabilimenti aprono discoteche e locali per tutti i gusti richiamando migliaia di giovani 11) E' circondata da pinete e da campi 13) biblioteca comunale più grande di Roma 14) Edifici di grande valenza architettonica come la posta centrale, le palazzine di Libera sul lungomare ed il Governatorato 15) Skate Park dove organizzano manifestazioni di livello internazionale 15) La Roma-Lido che da sola fa la metà dei chilometri della metro di Roma 16) Chilometri di costa e mare decente (da 3 anni lega ambiente assegna 2 vele). 17) L'aeroporto vicino Ciononostante Ostia mi fa schifo.Ci abita gente inverosimile, di una volgarità assoluta. Gli ostiensi non parlano: urlano; non discutono, bestemmiano; non ridono: sghignazzano sguaiatamente. Il lungomare è chiamato ‘lungomuro’, perché una casta di avidi balneari ne impedisce la fruizione a tutti. A Ostia siamo riusciti nella monumentale impresa – mai tentata altrove - di recintare il mare. Soprattutto, questo posto non ha mai acquisito una sua centralità: Ostia è tributaria in tutto e per tutto di Roma, attaccata ad essa da due cordoni ombelicali della Colombo e della Via del Mare, periferia senza rimedio abbandonata a sé stessa. A Ostia ci sono ben tre (brutti) monumenti a Pierpaolo Pasolini. Altre città si vantano di aver dato i natali a un poeta: Ostia è la sola che rivendica di avergli dato la morte.

19 ottobre 2011

Ristorante IL TINO - Ostia Lido, Roma

Il Tino di Ostia è un ristorante atipico, raffinato, in un quartiere che degrada sempre più a borgata.

Curato, gestito con competenza ed amore per la cucina, prezzi trasparenti e pubblicati persino su Internet. Dio ce lo conservi… però… ci sono tornato... menù degustazione... tre ore per otto assaggini da contemplare con la lente di ingrandimento... cameriere che commenta ogni pietanza con un tono sommesso da sagrestano così che non si capisce niente... locale surriscaldato... positiva innovazione il lume di candela.

Tutto molto buono, per carità, ma così cerebrale e noioso....

18 ottobre 2011

Magistrati col doppio lavoro. O triplo.


E il senatore Carofiglio in Aula scrive romanzi | Riccardo Chiaberge | Il Fatto Quotidiano:

Cita un articolo di Milena Gabanelli:

"Carofiglio, ex sostituto procuratore, dedica molto tempo alla scrittura e alla promozione dei suoi romanzi, un’attività conciliabile con quella parlamentare che “richiede la mia presenza a Roma dal martedì al giovedì sera”, mi ha confidato una volta. Sono talmente in tanti ad avere i piedi in due scarpe che essere al servizio del popolo e avere contemporaneamente altri impegni che appassionano (o rendono) di più, è diventato normale, addirittura “morale”. Quanti orrori sono stati approvati perché gli onorevoli non hanno avuto il tempo di andare a leggere nelle pieghe degli emendamenti, o perché invece di essere in aula stavano seguendo i processi dei loro clienti o semplicemente i fatti loro? Carofiglio è una persona onesta e capace, ma quale idea ha del mandato che i cittadini consegnano nelle mani del parlametare? Sappiamo che è uno scrittore di successo, come secondo mestiere fa il senatore, e se le cose dovessero andar male può sempre tornare a fare il magistrato, perché essendosi messo in aspettativa, il suo posto non glielo occupa nessuno. Peccato che il suo carico di lavoro, al momento, se lo devono accollare i colleghi, e se non ce la faranno magari qualcuno non avrà giustizia per intervenuta prescrizione. E’ questo il politico nuovo che vogliamo?"

E Chiaberge continua:
"15 mila euro al mese per tre giorni scarsi di presenza neppure tutte le settimane: altro che Caro, Carissimofiglio, dovrebbe chiamarsi! Certo, il povero (si fa per dire) Gianrico mai si sarebbe aspettato un colpo così basso, proprio alla vigilia dell’uscita del nuovo libro, Il silenzio dell’onda (Rizzoli) per giunta sul quotidiano del suo editore. Ha rimediato, dalle pagine di Sette, Camilla Baresani, con una simpatetica intervista che descrive un Carofiglio pimpante [...]. Sull’impegno politico, una sola domanda: come fa a sopportare ore di interventi torrenziali dei colleghi senatori? Semplice: accende l’iPad, e mentre gli altri cliccano i siti delle escort, lui va avanti col romanzo..."

Del resto, come scriveva Nandokan anni addietro, Magistrati si nasce, non si diventa

Diseguaglianze nelle democrazie occidentali

A differenza di quanto scrive il trombone italiano Maurizio Viroli, sembra che il trend verso la plutocrazia sia proprio delle grandi democrazie…
Un altro interessante articolo da Foreign affairs

October 11, 2011
ESSAY

The Broken Contract

Inequality and American Decline
George Packer
GEORGE PACKER is a staff writer at The New Yorker. This essay is adapted from a Joanna Jackson Goldman Memorial Lecture on American Civilization and Government that he delivered earlier this year at the New York Public Library’s Cullman Center for Scholars & Writers.

17 ottobre 2011

Italians are unfit for liberty?

From Foreign Affairs.
October 17, 2011
The Veiled Tyranny of Italy's Silvio Berlusconi
How the Prime Minister Clings to Power
Maurizio Viroli
MAURIZIO VIROLI is Professor of Political Science at Princeton University.
Italian Prime Minister Silvio Berlusconi's system of power [1] has no precedent and no equal in the history of liberal and democratic countries. The most unsavory aspects of his regime are well known [2]. He is continually embroiled in political corruption scandals: His longtime political partner Cesare Previti [3] has been found guilty of bribery and sentenced to six years in prison. There are allegations of his connections to organized crime: His other partner in business and politics, Marcello Dell'Utri [4], has been sentenced to eight years in prison for his ties to the Sicilian Mafia. Berlusconi displays an open contempt for the judiciary and the constitutional court, as he regards both as unacceptable limitations on his power. Accordingly, his cabinets have passed laws to shield him from the judiciary. The numerous sex scandals during his rule have prompted commentators to call Italy a "bordello state" that is run by a "whoreocracy."

09 ottobre 2011

La democrazia non passa dal buco della serratura

Premetto che non ho letto il DDL cd. Legge Bavaglio, mi permetto di fare qualche considerazione sulla vexata quaestio delle intercettazioni.
Da anni le trascrizioni delle intercettazioni costituiscono il pezzo forte di molti giornali, che in occasione di qualche grossa inchiesta non fanno fatica a riempire molto spazio, servendo alla morbosità del pubblico generose porzioni di brogliacci.
Ho sempre provato disagio di fronte a questa operazione. Intanto perché spesso vengono rivelati particolari di nessun interesse pubblico, poi perché le trascrizioni vengono spesso manipolate dai giornali (dovrebbero essere tutte uguali, ma basta fare un confronto per vedere che variano da testata a testata). Ma soprattutto perché ci tengo, come cittadino, alle mie libertà civili.

Il Ministero delle Circonlocuzioni

Gustosissimo, questo pezzo di Dickens, dal decimo capitolo di Little Dorrit, dedicato al Ministero delle Circonlocuzioni.
C’è tutta la cattiva reputazione che ha in ogni tempo e ogni luogo, la Pubblica Amministrazione: un luogo dove si apprende l’arte di non fare, di annullare le buone volontà, non risolvere i problemi, far scappare i talenti all’estero; un luogo abitato da anime perse, nepotiste, e assenteiste. 
Insomma, gli stereotipi di Brunetta & Ichino elevati a grande letteratura.
Il bello è che la scoraggiante descrizione della Pubblica Amministrazione vittoriana da parte di Dickens (si veda anche la grottesca descrizione della Court of Chancery in “Bleak House”) risale a un’epoca in cui l’Inghilterra era in piena espansione industriale e coloniale. Forse dovremmo concludere che non è vero che una PA inefficiente è un ostacolo al progresso della nazione? Sarebbe bello crederlo, ma la verità è che proprio l’esperienza coloniale (vedi la descrizione dell'Imperial Civil Service in "Empire" di Niall Ferguson) e  il progresso industriale portarono alla riforma del Civil Service inglese, e alla diminuzione delle pratiche corrotte in politica ed in amministrazione.

CHAPTER 10

Containing the whole Science of Government

The Circumlocution Office was (as everybody knows without being
told) the most important Department under Government.  No public
business of any kind could possibly be done at any time without the
acquiescence of the Circumlocution Office.  Its finger was in the
largest public pie, and in the smallest public tart.  It was
equally impossible to do the plainest right and to undo the
plainest wrong without the express authority of the Circumlocution
Office.  If another Gunpowder Plot had been discovered half an hour
before the lighting of the match, nobody would have been justified
in saving the parliament until there had been half a score of
boards, half a bushel of minutes, several sacks of official
memoranda, and a family-vault full of ungrammatical correspondence,
on the part of the Circumlocution Office.
This glorious establishment had been early in the field, when the
one sublime principle involving the difficult art of governing a
country, was first distinctly revealed to statesmen.  It had been
foremost to study that bright revelation and to carry its shining
influence through the whole of the official proceedings.  Whatever
was required to be done, the Circumlocution Office was beforehand
with all the public departments in the art of perceiving--HOW NOT
TO DO IT.

06 ottobre 2011

Stay Hungry, Stay Foolish

Stanford Report, June 14, 2005
'You've got to find what you love,' Jobs says
This is a prepared text of the Commencement address delivered by Steve Jobs, CEO of Apple Computer and of Pixar Animation Studios, on June 12, 2005.

Il Leader e il Satrapo

Nel giorno in cui il mondo piange Steve Jobs, l’uomo che ispirava i giovani esortandoli a rimanere “affamati e folli”, il primo ministro italiano Silvio B. conquista le pagine dei giornali del mondo per l’ennesima battuta volgare. Dice che chiamerà il suo nuovo partito “Forza Gnocca (si impara sempre qualcosa:  in francese la f* si dice "Minette", come la Minetti consigliera regionale lombarda... nomen omen, proprio vero.... ).

Leadership è dire parole che ispirino a grandi cose, qui in Italia al massimo arriviamo alla satrapìa. Se non al satirismo.
Ma che tristezza…

05 ottobre 2011

Intensive Training Course for Afghani Civil Servants 2011



Il video del Corso per Giovani Dirigenti Afghani organizzato dal Ministero degli Esteri, dalla SSPA e dall’Università di Tor Vergata, Centro di Eccellenza Jean Monnet, e al quale ho partecipato in qualità di docente del modulo “Public Management and Ethics”. Io sono al minuto 2:45 - 2:51. 

Quelli che dicono sempre "Sì, ma..."

“Adducere inconvenientes non est solvere argumentum”

 

03 ottobre 2011

Questioni terminologiche

Gentile signora Gualtieri,
mi permetto di scriverle a proposito del suo articolo, apparso oggi sul Sole 24 ore.

Sono un dirigente dello Stato, gestisco da dieci anni uffici “al livello strada” e mi trovo nella scomoda posizione di rappresentare lo Stato presso i cittadini, ma anche di recepire le istanze dei cittadini e di farle entrare nella macchina statale.

Trovo molto apprezzabile che lei, nel descrivere le sue peripezie nella giungla delle autorizzazioni, testimoni che “La situazione non dipende spesso da competenza o volontà del singolo dirigente pubblico”, e riconosca generosamente che è in corso “una operazione perversa di non valorizzare le capacità anche di quei funzionari pubblici che hanno volontà e competenze, che vengono mortificati invece che spronati a dare il meglio di sé per l’interesse generale”.

Proprio per questo non capisco, però, perché lei se la prenda con “la burocrazia” e con “i costi della pubblica amministrazione”, intendendo questi termini come sinonimo di procedure complicate e inefficienti, e non come gli apparati a cui tocca l’ingrato compito di implementare (non sempre intelligentemente, lo riconosco ) procedure elaborate da altri.

Su noi pubblici dipendenti incombe un duplice e contraddittorio stereotipo. Siamo considerati persone poco amanti del lavoro, e al tempo stesso dei sadici che si inventano procedure assurde per complicare la vita dei cittadini e delle imprese. Dal momento che ogni nuovo adempimento significa più lavoro anche per noi, e non solo per i cittadini, delle due l’una: o siamo dei fannulloni, oppure ci piace così tanto il lavoro che ce lo creiamo artificialmente.

Non è la tanto bistrattata burocrazia che scrive le leggi e detta le procedure (non ne ha nemmeno il potere):  non ho alcuna competenza nel campo aeronautico, ma tanto per farle un esempio, il tribunale di cui sono l’amministratore si è visto affidare nel 2009, con un sottocomma di una legge omnibus,  la competenza nazionale su tutti i detenuti a 41-bis (mafiosi, terroristi etc.). In un giorno, il carico di lavoro è aumentato del 561%. Crede che qualcuno abbia chiesto la mia opinione, o abbia avviato qualche strumento di fattibilità amministrativa, o almeno mi abbia dato delle risorse in più? Naturalmente no. A me è toccato solo adeguarmi, ed arrangiarmi.

Non crede allora che sarebbe il caso di chiamare le cose con il loro nome,  e dire che a complicare le cose a cittadini, imprese - e anche a noi “burocrati” - c’è un eccesso di normazione, di regolamentazione, spesso fuori controllo?

E non sarebbe ora che il mondo delle imprese, la società stessa riconoscesse nella sua PA un valore ed una garanzia, visto che una società muore di troppi controlli, ma anche di troppo pochi?
Io sono stato a lavorare in paesi del Terzo Mondo, dove c’è molto ‘meno Stato’ che da noi: ma non mi pare che per questo ci fosse più mercato, e più efficienza.

Naturalmente mi rendo conto che tutto questo discorso può avere un sapore autoassolutorio: certo ‘i burocrati’ (nel senso di persone dall’atteggiamento formale e rigido) esistono sul serio.
Posso solo augurarmi che i dirigenti competenti e i funzionari pubblici da lei incontrati non fossero  singoli casi isolati. E se anche lo erano, a maggior ragione meritano di essere incoraggiati.

Cordiali saluti
Dario Q


La casta degli avvocati di Stato

La casta degli avvocati di Stato | Alessio Liberati | Il Fatto Quotidiano: La casta degli avvocati di Stato
Tra le tante caste italiane ve n’è una poco conosciuta ma che gode di grandissimi privilegi: l’Avvocatura di Stato.

L’Avvocatura di Stato è l’ente che, per legge, difende (prevalentemente, ma non solo) lo Stato e le sue varie articolazioni e che vanta, in tutta Italia, poco più di 400 dipendenti-avvocati, decisamente fortunati: nessuna spesa per gestire l’ufficio (che è a carico del contribuente), nessun rischio “di impresa”, una clientela garantita per legge, qualche auto blu e, soprattutto, tanti tanti soldi a fine mese.