31 dicembre 2011

commento al sito "lavoce.info" PERCHÉ L'ITALIA VA FUORI GARA

Articolo: PERCHÉ L'ITALIA VA FUORI GARA
(http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002767.html)
Data: 30-12-2011

Autore: Dario Quintavalle (Twitter: @darioq)


Oggetto: Anche la politica sull'emigrazione è un punto debole

Testo: Mi pare che il gustoso episodio metta in luce anche l'ondivaga
politica verso gli italiani emigrati e le nostre comunità all'estero.
Da un lato si inseguono i discendenti degli emigrati con una legge sulla
cittadinanza molto generosa, rilasciando passaporti a chi di italiano ha
ormai solo il nome, dall'altro si tengono in questo modo approssimativo i
contatti con gli italiani all'estero, spesso divenuti soggetti influenti
negli stati di residenza. Se guardiamo a come l'Irlanda ha saputo
trasformare la sua enorme comunità di emigrati e discendenti in una potente
lobby, soprattutto in America, direi che abbiamo molto da imparare anche su
questo punto.

28 dicembre 2011

il Cazzaro della Sera

Scopre il tradimento a distanza di mezzo secolo
e lascia la moglie dopo 77 anni di matrimonio

La scoperta di alcune lettere "galeotte" in un vecchio comò mette fine alla vita in comune di un ex carabiniere sardo e una donna di Napoli, entrambi ormai quasi centenari e sposi dal 1934. Lui non ha accettato scuse e ha chiesto la separazione legale. 


 

La notizia gustosa, verosimile. Finché non vedi chi è a occuparsi del caso: l’avvocato Giacinto Canzona. Forse non un principe del Foro, di certo un genio della pubblicità. Basta un giro su Google per capire chi è: un  Produttore di bufale che si fa pubblicità emettendo comunicati stampa che vengono puntualmente ripresi da giornalisti creduloni. Il metodo Canzona lo spiega lui stesso in un’intervista al Giornale:

 

«È compito della stampa cercare riscontri. Noi diramiamo un comunicato, se l'agenzia lo pubblica così com'è, perchè la notizia è succulenta, che possiamo farci?».

 

Come dargli torto? In un paese normale il tipo si sarebbe fatta la fama del cialtrone inaffidabile, ma il problema è che la nostra stampa (per non parlare della televisione) è fatta appunto da cialtroni inaffidabili, che hanno da tempo perso il contatto con la realtà.

27 dicembre 2011

oVVoVe!!!

La Francia teme per la perdita della tripla A da parte delle agenzie di rating. 
Io mi accontenterei di riavere una ERRE...

22 dicembre 2011

Un registro che non serve a niente.

Stupirsi che ho staccato il telefono di casa?

Da: Gestore Registro Pubbliche Opposizioni [mailto:infoabbonati.rpo@fub.it]
Inviato: venerdì 8 aprile 2011 10:26
A: me
Oggetto: Re: reclamo

Gentile Utente,
accertatisi dell'avvenuta iscrizione, controllato che siano trascorsi 15 giorni dal momento dell'iscrizione in quanto l'opposizione diviene effettiva dopo questo periodo massimo, al fine di consentire agli operatori di verificare il Registro e recepire le opposizioni iscritte dagli abbonati ai servizi di telefonia fissa ed, infine, verificato che non sia stato dato il consenso al trattamento dei propri dati per finalità di telemarketing a singoli soggetti (per esempio aziende dalle quali sono stati acquistati prodotti o servizi oppure tessere di fidelizzazione cliente, eccetera) che effettuano operazioni commerciali o promozionali via telefono da fonti diverse dagli elenchi telefonici pubblici (di cui art. 2, comma 2 del Codice) purché ciò sia avvenuto nel rispetto delle norme vigenti sulla privacy, ritenendo quindi che i propri dati siano stati trattati in modo illecito, è possibile rivolgersi alle autorità giudiziarie e all'Autorità Garante per la Privacy. 
Cordiali saluti 
Il Gestore del Registro Pubblico delle Opposizioni - Fondazione Ugo Bordoni

17 dicembre 2011

Farnesina, il mondo secondo re Giorgio » Feluche - Blog - Repubblica.it

Farnesina, il mondo secondo re Giorgio » Feluche - Blog - Repubblica.it: Farnesina, il mondo secondo re Giorgio
“C’è poi un bel passaggio del discorso di Napolitano, rivolto alla “base” della diplomazia italiana, ad ambasciatori e funzionari in giro per il mondo. Un passaggio che i dirigenti romani, spesso incrostati in una visione attenta soprattutto agli equilibri della carriera, avranno vissuto con insofferenza. E’ l’invito di Napolitano a mettere al servizio della politica estera italiana «la vostra curiosità, la capacità di analisi e di proposta, la vostra schiettezza e indipendenza di giudizio, al servizio solo del paese, dello Stato nella sua continuità, al di là del succedersi delle formazioni di governo e delle maggioranze politiche». E’ un invito alla proposta, all’originalità, alla verità non trasfigurata dagli interessi della carriera o ai diktat della politica; un invito che soprattutto i giovani diplomatici hanno letto con speranza. “
Per la verità, mettere a miglior frutto le capacità e l'indipendenza di giudizio di tanti dirigenti sul territorio non è solo un problema della Farnesina, ma di tutta la PA italiana.
C'è un mucchio di gente che avrebbe idee, ma non può crescere ed evolversi professionalemnte visto che si vede scavalcata da persone di nomina politica.
Forse se questo governo di tecnici volesse dare un segnale di cambiamento potrebbe farlo valorizzando le tante competenze interne che ci sono e sono misconosciute. Si chiama meritocrazia, questa sconosciuta...


16 dicembre 2011

Girl-less Kiev



So, the message is that if you come to Kiyv, you will see ugly tall buildings, bridges and golden domes... A rather girl-less country, I daresay... Oh, and the music? Ever heard of Mussorgskyi's "Great Gate of Kiev"? Laughable, to say the least...

E'il mercato, bellezza... - dal sito "lavoce.info"

Articolo: TURISMO SENZA SORRISI (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002178.html)
Data: 03-03-2011
Autore: Dario Quintavalle


Oggetto: E'il mercato, bellezza...
Testo: Nella vicina Germania si può trovare un centro di prenotazioni in ogni Stazione od Aeroporto, che offre ottime sistemazioni a un prezzo medio di 50€ per notte. A me in Italia è capitato di prenotare un albergo a Pisa, su una lista dell'Ente del Turismo, sul presupposto che fosse vicino all'aeroporto. Era invece vicino alla stazione, e beh, certo, era a Pisa. Quando cala la domanda, bisogna abbassare i prezzi e migliorare i servizi. Da questo orecchio gli operatori turistici non ci sentono, quindi ben gli sta. Continueremo a spendere i nostri sudati quattrini all'estero. E'il mercato, bellezza...

Occorre... dare i numeri !- dal sito "lavoce.info"

Articolo: SE L'IMPIEGATO PUBBLICO È IMMOBILE
(http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002122.html)
Data: 31-01-2011
Autore: Dario Quintavalle (Dirigente del Ministero della Giustizia)


Oggetto: Occorre... dare i numeri !
Testo: Sarebbe auspicabile smettere di parlare di Pubblica Amministrazione a
partire da petizioni di principio tanto inoppugnabili quanto tutte da
dimostrare. Troppo facile dire che "bisogna far lavorare i fannulloni",
"occorre tagliare gli sprechi", "bisogna spostare i lavoratori in esubero",
senza mai produrre un numero che dimostri la reale consistenza, o anche
esistenza, dei fenomeni denunciati. In base a quale serio studio
scientifico, in ragione di quale evidenza statistica, gli autori concludono
che gli impiegati pubblici sono "immobili"? Ci sono dati sulla mobilità?
Quali amministrazioni hanno personale in surplus? Si concentrano in
particolari regioni? Quali? Gli 'esuberanti' basterebbero davvero a
compensare gli spaventosi vuoti in organico aperti da una decennale politica
di blocco del turnover? E per quanto, prima che l'emorragia dei
pensionamenti ne apra di nuovi? L'età media del personale pubblico è molto
alta: io in pochi anni ho perso il 30% degli effettivi de l mio ufficio. La
mobilità non può essere alternativa ai concorsi, il cui blocco ha causato
l'invecchiamento della PA e perdita di opportunità di lavoro e crescita
professionale per un'intera generazione di giovani.

La vera soluzione si chiama mercato - dal sito "lavoce.info"

Articolo: SE L'IMPIEGATO PUBBLICO È IMMOBILE
(http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002122.html)
Data: 29-01-2011
Autore: Dario Quintavalle (Dirigente del Ministero della Giustizia)


Oggetto: La vera soluzione si chiama mercato
Testo: Vorrei sapere perché ogni discorso sul pubblico impiego deve partire
sempre dall'idea di una imposizione coattiva, quasi che il dipendente
pubblico fosse solo un mulo recalcitrante da prendere a bastonate? Senza
inventarsi nuove regole, esiste un meccanismo molto semplice, che si chiama
"MERCATO". Nel mondo normale, i lavoratori migliori si muovono
spontaneamente verso i datori di lavoro che offrono le migliori condizioni
di impiego, e tendono ad occupare i posti per i quali hanno maggiore
vocazione; tra i datori di lavoro si apre una competizione virtuosa per
accaparrarseli. Perché dovrebbe essere diversamente nella PA? Tanto per
cominciare si potrebbe ripristinare quel Ruolo Unico della Dirigenza,
abolito nel 2002 dalla Legge Frattini, in modo da consentire un autentico
mercato delle professionalità dirigenziali, trasversale a tutte le PA, sia
nazionali che locali. Rimuovere tutti gli ostacoli alla mobilità volontaria,
far evolvere le Direzioni del personale da gesto ri burocratici di piante
organiche a una vera funzione 'Risorse Umane', accettare la sfida del
mercato e della competizione mi sembra assai più moderno che immaginare
deportazioni di massa.

Il nemico della stabilità non è lo Stato - dal sito "lavoce.info"

Articolo: LA MORALE DELLA FAVOLA IRLANDESE
(http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002054.html)
Data: 03-01-2011
Autore: Dario Quintavalle


Oggetto: Il nemico della stabilità non è lo Stato
Testo: Piuttosto interessante l'osservazione secondo cui 'Da un decennio a
questa parte, i paesi che collassano finanziariamente hanno un debito estero
notevole, a fronte di un debito pubblico spesso trascurabile. Il nemico
della stabilità non è quasi mai lo Stato', considerato che in Italia si
continua a ritenere lo Stato, i suoi dipendenti, i suoi supposti 'sprechi'
(che sono in realtà finanziamenti più o meno occulti al sistema delle
imprese) l'unico vero piombo nelle ali del Paese.
Francamente, anche se non c'è da essere allegri sulle prospettive
dell'Italia, la sua inclusione tra i cd. PIGS mi pare del tutto gratuita.

I perdenti siamo noi, cittadini e consumatori

Articolo: MERCATO INTERNO AL PALO. COME LE RIFORME
(http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002228.html)
Data: 03-04-2011
Autore: Dario Q.
Oggetto: I perdenti siamo noi, cittadini e consumatori
Testo: Per anni un neoliberismo semplificato ha raccontato agli italiani che
l'unico ostacolo alla competitività erano le lentezze della pubblica
amministrazione, e che occorreva diminuire le tasse per rimettere soldi in
tasca agli italiani. È stata una gigantesca opera di autoassoluzione di
chiunque appartenesse in senso lato al settore 'privato'. Scopriamo oggi che
oltre alle tasse ufficiali, ne paghiamo molte altre, occulte. Paghiamo taxi
perché non ci deve essere un trasporto pubblico efficiente, paghiamo il
canone RAI perché non ci deve essere informazione libera, paghiamo notai
perché mettano un timbro su una carta, etc. I veri perdenti, carissimo
Daveri, sono i cittadini e i consumatori. Ai quali viene impedito il
semplice esercizio di democrazia economica consistente nello scegliere e
premiare i servizi più efficienti. Eliminiamo le distorsioni del mercato,
pagando automobili e giornali per quel che valgono e non con gli incentivi,
facciamo fare il professore universi tario a chi è bravo e sa insegnare, e
chissà, questo paese potrà ripartire. L'ultima delle nostre preoccupazioni è
garantire chi è già garantito. I (forse) perdenti di domani, per il momento
sono largamente vincenti.

La burocrazia non è il vero problema

Articolo: PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, DALLA RETORICA AI FATTI
(http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002687.html)
Data: 29-11-2011
Autore: Dario Quintavalle
Oggetto: Risposta alla risposta
Testo: Caro Pietro, sono perfettamente consapevole che l'Italia ha nel suo
settore pubblico un freno notevole alla crescita. Ma quando si parla di
'burocrazia' si mettono indebitamente insieme due cose: 1) la PA come
organizzazione, il cui compito è di implementare politiche pubbliche; 2) la
normazione che incorpora queste politiche. Lo strumento lascia magari a
desiderare, ma la colpa è nel manico, cioè in chi adotta determinate
politiche e crea costi aggiuntivi, non solo per i cittadini e per le
imprese, ma per le medesime PA. Eppure sentiamo ministri che tuonano contro
la 'burocrazia' come se questa, in entrambe le accezioni, non dipendesse da
loro. Oggi che una intera classe politica alza bandiera bianca di fronte ai
problemi del paese è il caso di riconoscere che tutto questo tempo passato a
immaginare vessazioni per i travet, dalle visite fiscali ai tornelli, è
stato tempo sprecato. Il pesce puzzava dalla testa, ma tutti guardavano alla
coda.

Ma la riforma ha ottenuto i suoi (veri) scopi

commento al sito "lavoce.info"
Articolo: LA PAROLA FINE SULLA RIFORMA BRUNETTA
(http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002150.html)
Data: 27-02-2011
Autore: Dario Quintavalle
Oggetto: Mala riforma ha ottenuto i suoi (veri) scopi
Testo: Al contrario, la riforma ha funzionato benissimo: è servita a un
ministro vanaglorioso a farsi pubblicità, e al Prof. Ichino a tornare in
Parlamento; ha mascherato la vera riforma, cioè il blocco del turnover e
quindi la riduzione dei ranghi della PA, con perdita di decine di migliaia
di posti di lavoro (-12.000 effettivi solo al Ministero della Giustizia); ha
deviato sui pubblici dipendenti (presunti fannulloni a prescindere da
qualunque dato attendibile) la rabbia e il malcontento popolare per i costi
della Casta; ha distrutto ogni senso dello Stato e del servizio pubblico
(vedi il recente attacco del premier alla scuola pubblica); ha creato una
leva di sedicenti esperti di pubblica amministrazione, ammessi a dire
qualunque sciocchezza e strapagati; non ha toccato minimamente i meccanismi
clientelari di nomina degli alti gradi dell'amministrazione; non ha chiuso
minimamente il rubinetto delle leggi e leggine (ultima, il Milleproproghe)
che ogni giorno modificano il q uadro di riferimento tanto per i cittadini
quanto per la PA, con costi di transazione sempre più alti. Bravi davvero!

La statistica di Trilussa "lavoce.info"

Articolo: QUELLE RICCHE FAMIGLIE ITALIANE *
(http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002163.html)
Data: 22-02-2011
Autore: Dario Quintavalle
Oggetto: La statistica di Trilussa
Testo: Che il nostro fosse un paese con basse disuguaglianze, è la prima
volta che lo sento. Ma certo che se i calcoli si fanno così.... sembra la
statistica dei polli secondo Trilussa. Sì, le famiglie italiane sono
proprietarie di case. Ma basta pensare che la maggior parte dei giovani
italiani vivono in casa ben oltre la maggiore età per vedere che il quadro è
assai meno roseo. La diseguaglianza non è tra famiglie, ma verticale,
all'interno, tra generazioni, tra anziani che hanno tutto (o qualcosa) e
giovani che non hanno niente e che devono solo aspettare. Provate a rifare i
conti, considerando non le famiglie, ma gli individui, e vedrete come
cambiano le cose...

Una ricetta semplice: abolire le Province - dal sito "lavoce.info"

Articolo: SE L'IMPIEGATO PUBBLICO È IMMOBILE
(http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002122.html)
Data: 04-02-2011
Autore: Dario Quintavalle
Oggetto: Una ricetta semplice: abolire le Province
Testo: Ci sarebbe una ricetta molto semplice per produrre esuberi di
personale, ed è abolire le Province. In questo modo, si potrebbero coprire -
con personale già radicato in zona, evitando deportazioni - uffici statali
(per esempio i Tribunali) che sono in perenne sofferenza, soprattutto al
nord, dal momento che il meccanismo del concorso nazionale non si è
dimostrato adatto a coprire esigenze specifiche dei territori. Ma si tratta,
anche qui, di volontà politica. Proviamo a scoprire le carte, invece che
ricorrere al sempre comodo alibi del dipendente pubblico fannullone,
immobile, e nemico del cambiamento?

Difetti strutturali, non incidenti di percorso - dal sito "lavoce.info"

Articolo: PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: LA RIFORMA PERDE I PEZZI
(http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002132.html)
Data: 02-02-2011
Autore: Dario Quintavalle


Oggetto: Difetti strutturali, non incidenti di percorso
Testo: Molto opportunamente, nella sua lettera d'addio, il prof. Micheli ha
sottolineato quanto questa cd. "Riforma" abbia ulteriormente seminato
demotivazione tra i ranghi della PA, additati da quattro anni a questa parte
al pubblico disprezzo come i principali responsabili di tutto ciò che non va
in Italia, anche contro l'evidenza di una crisi economica che certo non è
nata nelle stanze dei Ministeri. Oggi appare evidente a tutti quello che la
saggezza popolare suggerisce da tempo, e cioè che "il pesce puzza dalla
testa". E' di tutta evidenza che l'approccio punitivo e castigatorio verso
la PA non è stato un mero incidente di percorso della 'riforma', ma una
impostazione consapevole, volta a fare dei dipendenti pubblici i capri
espiatori dello scontento popolare verso fenomeni di malcostume, spreco e
privilegio, che sono invece residenti soprattutto nel segmento politico
dell'amministrazione dello Stato. Non c'è da stupirsi che dipendenti e
sindacati non abbiano accolt o bene una incessante campagna di
delegittimazione nei loro confronti: c'è da stupirsi semmai che tanti si
siano bevuti quella che, a conti fatti, era pura e semplice propaganda.

Troppi parlamentari col secondo lavoro

Articolo: NEL PARLAMENTO ITALIANO I PIÙ PAGATI D'EUROPA (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002445.html)

Data: 16-12-2011

Autore: Dario Quintavalle

Oggetto: Troppi parlamentari col secondo lavoro

Testo: Un qualunque dipendente pubblico, per svolgere un’altra attività anche occasionale, deve esserne autorizzato. I nostri parlamentari spesso conducono parallele e redditizie attività professionali, talvolta in manifesto conflitto - di tempo e di interessi - con la loro attività parlamentare. L’indennità parlamentare è nata come un compenso per chi si dedica a tempo pieno alla politica: se non si può diminuire sarebbe almeno il caso stabilire anche per i membri del Parlamento l’obbligo di esclusiva. Mi pare strano che questo tasto non venga mia toccato.

07 dicembre 2011

Pedante...

Piazza di Trevi. Un padre mostra la fontana ai suoi figli e poi indica il palazzo a fianco: “Li ci abitava il presidente Carlo Pertini”.
Mi giro e butto lì secco: “SANDRO”.
Lo so, ma è più forte di me…

04 dicembre 2011

Il Vanesio

Segnalo il commovente comunicato stampa n° 1851 del portavoce uscente dell'ex Ministro Brunetta: in tre anni sono stati emessi 1.850 comunicati stampa (rilanciati da 7.896 take di agenzia), 40.389 citazioni del ministro sulle principali testate nazionali, 278 conferenze stampa, 332 interviste del ministro a quotidiani e periodici, 53 interviste e articoli sulla stampa estera e infine la partecipazione del ministro a 184 programmi televisivi e a 157 programmi radiofonici. Più che il Ministro della PA è stato il Ministro della Stampa e Propaganda...

Nature morte

01 dicembre 2011

Quei fotografi pronti a dire signorsì

Ho sempre pensato a quello di fotografo come a un mestiere alto e nobile, che richiede coraggio ed indipendenza. Evidentemente ci sono le eccezioni.

Dopo che alcuni fotografi sono riusciti a carpire fotograficamente il testo di bigliettini come quello scritto dal Pd Letta al neopremier Monti, o l’appunto del premier uscente Berlusconi sulle sue imminenti dimissioni, i quaranta fotografi accreditati a Montecitorio saranno chiamati a firmare, per decisione dell’Ufficio di presidenza della Camera, un codice di autoregolamentazione che li impegna a non riprendere e comunque a non pubblicare fotografie ”sbircianti”. Col tempo, queste persone appollaiate sulle tribune di Montecitorio ci hanno fatto sapere come impiegano il loro tempo in aula i Parlamentari: guardando foto porno, facendo scherzi sciocchi, scrivendo romanzi con l’Ipad, come ha confessato tranquillamente il magistrato-scrittore-politico Gianrico Carofiglio…

Ora, tanto per cominciare, una norma elaborata dal di fuori della categoria che la deve applicare, e che prevede un’adesione obbligatoria, NON è  un “codice di autoregolamentazione”. È una imposizione, punto.
Ma soprattutto, in che paese siamo? La politica  pretende di disciplinare il lavoro dei giornalisti, cioè il controllato vuole stabilire come lavora il controllore. E LORO CI STANNO!!!
Sul blog Fotocrazia uno dei fotografi coinvolti è pure contento perché “per la prima volta si otterrà un riconoscimento ufficiale, con tanto di tesserino parlamentare con foto, elenco ecc, di “fotografo parlamentare”. Insomma, indipendenza, autonomia, libertà di giudizio, svendute per un piatto di lenticchie,  l’aspirazione tutta italiana a un albo, a far parte di una corporazione protetta.

La pronta abdicazione di questi reporter alla libertà sacrosanta di fare informazione come più loro piace, spiega, assai più delle velleità autoritarie dei parlamentari, perché siamo così in basso nelle classifiche mondiali sulla libertà di stampa.