24 luglio 2012

Presunti dirigenti...

Non vi fate chiamare Dirigenti, perché avete un solo Dirigente, il Cristo.

 

Matteo 23, 10

 

23 luglio 2012

La Coscienza di Zeno

"....Mi parve ch'egli avesse portate alla luce le radici della vita la quale è fatta così: tutti gli organismi si distribuiscono su una linea, ad un capo della quale sta la malattia di Basedow che implica il generosissimo, folle consumo della forza vitale ad un ritmo precipitoso, il battito di un cuore sfrenato, e all'altro stanno gli organismi immiseriti per avarizia organica, destinati a perire di una malattia che sembrerebbe di esaurimento ed è invece di poltronaggine. Il giusto medio fra le due malattie si trova al centro e viene designato impropriamente come la salute che non è che una sosta. E fra il centro ed un'estremità — quella di Basedow — stanno tutti coloro ch'esasperano e consumano la vita in grandi desiderii. ambizioni, godimenti e anche lavoro, dall'altra quelli che non gettano sul piatto della vita che delle briciole e risparmiano preparando quegli abietti longevi che appariscono quale un peso per la società. Pare che questo peso sia anch'esso necessario. La società procede perché i Basedowiani la sospingono, e non precipita perché gli altri la trattengono. Io sono convinto che volendo costruire una società, si poteva farlo più semplicemente, ma è fatta così, col gozzo ad uno dei suoi capi e l'edema all'altro, e non c'è rimedio. In mezzo stanno coloro che hanno incipiente o gozzo o edema e su tutta la linea, in tutta l'umanità, la salute assoluta manca........."

".......Io non seppi offrirgli alcun conforto. Davvero mi offendeva ch'egli credesse di essere l'uomo più disgraziato del mondo. Non era un'esagerazione la sua; era una vera e propria menzogna. L'avrei soccorso se avessi potuto, ma mi era impossibile di confortarlo. Secondo me neanche chi è più innocente e più disgraziato di Guido merita compassione, perché altrimenti nella nostra vita non ci sarebbe posto che per quel sentimento, ciò che sarebbe un grande tedio. La legge naturale non dà il diritto alla felicità, ma anzi prescrive la miseria e il dolore. Quando viene esposto il commestibile, vi accorrono da tutte le parti i parassiti e, se mancano, s'affrettano di nascere. Presto la preda basta appena, e subito dopo non basta più perché la natura non fa calcoli, ma esperienze. Quando non basta più, ecco che i consumatori devono diminuire a forza di morte preceduta dal dolore e così l'equilibrio, per un istante, viene ristabilito. Perché lagnarsi? Eppure tutti si lagnano. Quelli che non hanno avuto niente della preda muoiono gridando all'ingiustizia e quelli che ne hanno avuto parte trovano che avrebbero avuto diritto ad una parte maggiore. Perché non muoiono e non vivono tacendo? È invece simpatica la gioia di chi ha saputo conquistarsi una parte esuberante del commestibile e si manifesti pure al sole in mezzo agli applausi. L'unico grido ammissibile è quello del trionfatore........"

".....Io sono guarito! Non solo non voglio fare la psico–analisi, ma non ne ho neppur di bisogno. E la mia salute non proviene solo dal fatto che mi sento un privilegiato in mezzo a tanti martiri. Non è per il confronto ch'io mi senta sano. Io sono sano, assolutamente. Da lungo tempo io sapevo che la mia salute non poteva essere altro che la mia convinzione e ch'era una sciocchezza degna di un sognatore ipnagogico di volerla curare anziché persuadere. Io soffro bensì di certi dolori, ma mancano d'importanza nella mia grande salute. Posso mettere un impiastro qui o là, ma il resto ha da moversi e battersi e mai indugiarsi nell'immobilità come gl'incancreniti. Dolore e amore, poi, la vita insomma, non può essere considerata quale una malattia perché duole.
Ammetto che per avere la persuasione della salute il mio destino dovette mutare e scaldare il mio organismo con la lotta e sopratutto col trionfo..."

Italo Svevo,
La Coscienza di Zeno

 

11 luglio 2012

MENO TRIBUNALI, PIÙ GIUSTIZIA ?

commento dal sito "lavoce.info"
Articolo: MENO TRIBUNALI, PIÙ GIUSTIZIA
(http://www.lavoce.info/articoli/pagina1003186.html)
Data: 11-07-2012
Autore: Dario Q


Oggetto: Non è così automatico...
Testo: Ho affrontato il tema della riorganizzazione in "Federalismo
differenziato per la Giustizia" qui su La Voce
http://www.lavoce.info/articoli/-giustizia/pagina1002825.html. Vorrei
ricordare all'autore che il nostro sistema giudiziario soffre non solo di
polverizzazione, ma anche di gigantismo, con alcune sedi giudiziarie (Roma,
Milano, Napoli) tra le più grandi d'Europa. Dunque il problema di trovare la
giusta dimensione che assicuri economie di scala ed efficienza è tutt'altro
che risolto. Credo ci voglia una notevole dose di coraggio per affrontare le
resistenze di campanile. Ma, se si fossero abolite per tempo tutte le
province, si sarebbe trovato il personale - radicato sul territorio - in
grado di coprire gli uffici statali periferici, soprattutto al Nord, che è
più in sofferenza.