31 dicembre 2013

Io, l'inamovibile Mandarino

Dal blog Italians di Beppe Severgnini

I Mandarini della pubblica amministrazione

Gentile Severgnini, siamo sicuri che l’unico problema dell’Italia sia l’inadeguatezza della classe politica? Io ho qualche dubbio. Quando ho contatti (diretti od indiretti) con dirigenti dell’Amministrazione Pubblica, non ho l’impressione di trovarmi di fronte al “non plus ultra” della nostra classe dirigente, a manager capaci di confrontarsi con le parole “efficienza”, “responsabilità” e “capacità decisionale”. Eppure gli unici veri inamovibili sono loro. I politici possono essere mandati a casa dal nostro voto, gli imprenditori incapaci (e talvolta purtroppo anche quelli capaci ma sfortunati) vengono messi fuori causa dalla dura legge del mercato, i dirigenti privati sono sottoposti a continue verifiche sui risultati raggiunti (ed in caso di valutazione negativa sono messi alla porta). I dirigenti pubblici invece sembrano vivere ed operare in una torre eburnea totalmente avulsa dal mondo che li circonda.

28 dicembre 2013

Chiamala Trasparenza





"But Mr Dent, the plans have been available in the local planning office for
the last nine months."
"Oh yes, well as soon as I heard I went straight round to see them,
yesterday afternoon. You hadn't exactly gone out of your way to call
attention to them, had you? I mean, like actually telling anybody or
anything."
"But the plans were on display ..."
"On display? I eventually had to go down to the cellar to find them."
"That's the display department."
"With a flashlight."
"Ah, well the lights had probably gone."
"So had the stairs."
"But look, you found the notice didn't you?"
"Yes," said Arthur, "yes I did. It was on display in the bottom of a locked
filing cabinet stuck in a disused lavatory with a sign on the door saying
'Beware of the Leopard'."

( Guida Galattica per Autostoppisti )

25 dicembre 2013

Мумий Тролль - Это по-любви

 

Mummy Troll - Questo è l'amore

Baci delicati e minuscole se
Non sarà difficile, è amore
Roulotte, navi che ancorata vicino
I break attraverso di voi, mon amie
Radio, fax
Telefono finché non legati
Wonder vuole vis-a-vis
Non sarà difficile, è amore

11 dicembre 2013

22 ottobre 2013

The Demise of Italy and the Rise of Chaos

The Demise of Italy and the Rise of Chaos

8 ottobre 2013
by Roberto Orsi
Future historians will probably regard Italy as the perfect showcase of a country which has managed to sink from the position of a prosperous, leading industrial nation just two decades ago to a condition of unchallenged economic desertification, total demographic mismanagement, rampant "thirdworldisation", plummeting cultural production and a complete political-constitutional chaos.
In a previous post on this very blog, the dire situation of Italy's economy has been briefly sketched. A few months later, the scenario of a serious disruption of the Italian state's finances is building up, with tax revenues contracting 7% in July, a deficit/GDP ratio projected again well over the 3% mandatory threshold and public debt well over 130% of GDP. It will get worse. The government knows perfectly well that the situation is unsustainable, but for the moment it is only capable to resorting to an extremely short-sighted VAT rate increase (to a staggering 22%), which will depress consumption even more, and to vague proclaims about the necessity of shifting the tax burden way from wages and companies to financial rents, although the chances of this to be implemented are essentially negligible.

21 ottobre 2013

Insospettabili altarini

Un mio collega ha scoperto miei insospettabili trascorsi… Mi domando come ha fatto…
Nell'immagine di repertorio (archivio Ansa-Digos), una testimonianza inequivocabile dello spirito contestatario che pervase la gioventù di un nostro insospettabile quanto beneamato collega.

17 ottobre 2013

Zdob si Zdub - Видели Ночь (Live)




Мы вышли из дома,
Когда во всех окнах
Погасли огни,
Один за одним.
Мы видели, как уезжает
Последний трамвай.
Ездят такси,
Но нам нечем платить,
И нам незачем ехать,
Мы гуляем одни,
На нашем кассетнике
Кончилась пленка,
Смотай ...

Видели ночь,
Гуляли всю ночь до утра.
Видели ночь,
Гуляли всю ночь до утра.

Зайди в телефонную будку,
Скажи, чтоб закрыли дверь
В квартире твоей,
Сними свою обувь -
Мы будем ходить босиком.
Есть сигареты и спички,
И бутылка вина, и она
Поможет нам ждать,
Поможет поверить,
Что все спят,
И мы здесь вдвоем.

Видели ночь,
Гуляли всю ночь до утра.
Видели ночь,
Гуляли всю ночь до утра.


(We left our home
when everyone turned off their lights
one after another
we saw, the last tram leaving
the taxis are going
but we have no money
and we have no reaso to go anywhere
we are walking by ourselves
on our own cassette
the tape has finished
reverse it!

We saw the night
we were walking all night, until the morning
we saw the night
we were walking all night, until the morning

Go by the phone booth
tell them to lock the door
in your apartment,
take off your shoes
we will walk barefoot.
We have cigarettes and matches
and a bottle of wine,
and it will help us to wait,
it will help us to belive,
that everyone is asleep
and are it's only us two, here together

We saw the night
we were walking all night, untill the morning )

01 ottobre 2013

06 agosto 2013

Non ti arrendere

Non ti arrendere, ancora sei in tempo
per  arrivare e cominciar di nuovo,
accettare le tue ombre
seppellire le tue paure
liberare il buonsenso,
riprendere il volo.

19 luglio 2013

Ainis: fuori la politica dall'amministrazione

IL RAPPORTO TESO TRA POLITICA E BUROCRAZIA

La confusione e le inefficienze

Dal male nasce il bene, recita un vecchio proverbio. Il male è il caso Shalabayeva: una vicenda che ci ha fatto diventare rossi di vergogna. Il bene alberga nel dibattito che ne è scaturito, scoperchiando il vaso di Pandora dei rapporti fra politica e amministrazione. Però anche dal bene può nascere il male. Succede quando le diagnosi si rivelano fallaci, quando perciò le terapie possono infliggere il colpo di grazia all'ammalato, invece di guarirlo.
Ma perché, non è forse vero che in Italia l'alta burocrazia ha troppi poteri? Certo che sì, e l'espulsione di quella giovane mamma con la sua bambina - decretata dopo un giro di valzer fra dirigenti del ministero dell'Interno e della Polizia di Stato - ne costituisce la prova provata. Le opposizioni hanno reagito chiamando a risponderne il ministro, secondo le regole della democrazia parlamentare; dimenticando che una crisi di governo, mentre tutto il Paese è in crisi, sarebbe una sciagura. Per un momento l'ha dimenticato anche il Pd, benché questo partito esprima il presidente del Consiglio. Poi Napolitano ha richiamato tutti alla realtà, e almeno per adesso il pericolo parrebbe scongiurato. Però alla fine della giostra resta un delitto senza un assassino. E in secondo luogo rimane in circolo il sospetto - di più, la convinzione - che ministri e ministeri vivano in stanze separate. Da qui la debolezza dei governi, da qui l'arroganza delle burocrazie. Da qui, in breve, l'esigenza di mettere un guinzaglio politico al collo dei grand commis di Stato.
Errore: è casomai l'opposto che dovremmo fare.

17 luglio 2013

Bingo Bongo e il vero Re del Congo

Come tanti, sono rimasto inorridito di fronte al paragone fatto dal Vicepresidente del Senato Calderoli, tra il ministro Kyenge (la prima di colore in Italia) e un orango.
Inorridito, e poi schifato dal solito balletto dei distinguo, dal nascondere il braccio dopo aver tirato il sasso, dalle giustificazioni puerili che vogliono far passare un paragone volgare per un complimento.
Tra razzisti ed antirazzisti, tuttavia, temo siano molti di più i punti in comune che le differenze.
Per entrambi, infatti, Cecile Kyenge è il prodotto di una società marginale, di un continente di cui non mette conto occuparsi, se non per dispiegarvi assistenza e cooperazione, e che, diventando italiana e poi ministra, ha fatto un deciso salto di qualità esistenziale.
Le stesse caratteristiche che ne fanno un simbolo positivo per la sinistra, ne fanno un idolo polemico per la destra più becera.
Il minimo comun denominatore, insomma, è sempre il vecchio paternalismo eurocentrico.

Pochi sembrano rendersi conto di che cosa è l’Africa e in particolare il Congo, quasi non riuscissimo ad emanciparci da quelle immagini da bollettino parrocchiale col negretto col ventre gonfio e moribondo.

15 luglio 2013

Io, la potente macchina amministrativa...

A: 'lettere@corriere.it'
Angelo Panebianco, come prima di lui Giavazzi, individuano nell'alta burocrazia uno dei freni alla crescita dell’Italia.  

Dall’interno della Pubblica Amministrazione, vorrei offrire un diverso punto di vista: la “Burocrazia” (nel senso di regole astruse, di lacci alla creatività personale, di freno alla produttività) non è un problema solo per i comuni cittadini, ma anche per i funzionari pubblici.
Sono un dirigente di line, ho 11 anni di amministrazione attiva, lavoro sul territorio, i miei uffici si aprono sulla strada, proprio come una bottega, ogni giorno ho a che fare con il pubblico, e in più con un mondo, quello del carcere, che è agli ultimi posti delle preoccupazioni collettive.

Come i cittadini, anch’io sono destinatario di regole complicate ed astruse, circolari esplicative che non esplicano un bel niente, procedure balorde. 
Con l'aggravante che in prima linea ci sto IO, lo Stato per i cittadini sono IO, se non funziona qualcosa la gente se la prende con ME, non con chi sta in un Gabinetto o in qualche struttura di missione della Presidenza del Consiglio.
Sto tra l’ incudine e il martello, e tutto questo per avere prospettive di sviluppo professionale e di carriera pari a zero.

28 maggio 2013

"Because we are Italians!"

Il giornale di oggi dedica una intera pagina al vandalismo: la prima notizia è che le ferrovie tedesche schiereranno una flotta di droni per combattere il fenomeno dei writers. Io, che viaggio ogni giorno sulla Roma Lido, ridotta in un modo che non c’è più spazio nemmeno per un disegnino, sorrido mestamente.

La seconda è relativa a una notizia che viene dalla Cina: un turista cinese a Luxor, tra i geroglifici egiziani, ha anche trovato un ideogramma cinese: "Ding Jinhao è stato qui". Lo ha fotografato e lo ha diffuso in patria, scatenando una virale caccia al vandalo. Che è stato individuato in un quindicenne di Nanchino.

I giornali italiani hanno trattato la notizia come una semplice curiosità, senza spenderci una riga di riflessione. La notizia non è che ci sia un maleducato in Cina (tra un miliardo di persone, è pur sempre una eccellente percentuale), ma che di fronte a un connazionale che si comporta male all’estero:

22 maggio 2013

Tra Sherman e Proust

I Dipendenti Pubblici, si sa, sono dei cialtroni che non sanno l'Italiano, figuriamoci le lingue straniere, e non capiscono niente di niente.
Perciò la mia amministrazione mi ha mandato a un corso sulla gestione del personale, con una consulente del mitico privato.
Sei ore di tortura, dove ho ricevuto le seguenti notizie:

1) Alla terza slide è uscito fuori che Marcel Proust era un sociologo francese che ha scritto «Le Confessioni»
2) Alla quindicesima, che il Dirigente deve svolgere il ruolo di TRADE UNION tra i diversi collaboratori. Un trait d'union, forse? No, ha proprio scritto TRADE UNION. Giuro! E se voi malfidati non mi credete, guardate le foto
3) Suggerimenti per motivare i collaboratori? «Date spesso pacche sulla spalla». Dio, ma questa è saggezza pura!
4) Ultima tragica slide, con la citazione di uno sconosciutissimo americano che era «uno Sherman di una grande società americana»
"Scusi, cos'é uno Sherman?" (Che io sappia, è un carrarmato)
"Beh, sarebbe il Presidente."
"Ah, un Chairman!"

Eh sì, è in giorni come questi che ti accorgi quanto c'è da imparare al mondo...

26 aprile 2013

La balla del cosiddetto Paese Reale / Popolo della Rete

Ammette Andrea Scanzi, su FQ, quotidiano acriticamente vicino al M5S che “le 4mila persone che hanno votato Rodotà alle Quirinarie sono poche”, ma aggiunge che “sono comunque molto più delle persone (una) che avevano scelto Marini e poi (seicento) Napolitano.”
Mettere a confronto i 4000 quisque de populo dai quali è uscita la candidatura Rodotà con i 1000 parlamentari che rappresentano la Nazione grazie a un fresco mandato elettorale è un ben curioso concetto di democrazia. 
La realtà è che proprio l'esito delle Quirinarie dimostra che la democrazia rappresentativa basata sulle elezioni non è stata affatto messa in crisi dal popolo della Rete, molto più esiguo di quello che si dice.
Senza contare che i 4000 votanti per Rodotà  - come tutti quelli delle Quirinarie - erano militanti del M5S, autorizzati e certificati da Grillo, secondo criteri a lui solo noti, e da lui solo stabiliti: perché mai la loro scelta, riconducibile comunque ad una parte sola, avrebbe dovuto essere vincolante per la Nazione ed i suoi rappresentanti?
Insomma, se siamo arrivati a questo punto, è per la pretesa arrogante di un Movimento che ha preso un terzo dei voti validi (tanti, ma meno della maggioranza assoluta) di rappresentare, attraverso le sue procedure interne, non sottoposte ad alcuna verifica, TUTTA la Nazione, o almeno la sola parte che ha, secondo loro, dignità di parola e di voto.
I ceffoni che gli hanno dato gli elettori del Friuli VG gli siano di lezione.
Firmato, un Troll.

08 aprile 2013

Boldrini, Civitanova e Stato ladrone

Il coraggio e la dignità della presidente della Camera Boldrini non sono bastati a evitarle qualche improperio scomposto tra la folla di Civitanova Marche, disperata e furente. Boldrini, chiunque essa sia e qualunque cosa abbia fatto per il suo prossimo (nel suo caso: molto), è “lo Stato”, e tanto basta, ormai, a sollevare un odio indiscriminato. Stato strozzino, Stato assassino, Stato inetto, partiti farabutti, politici schifosi, questo è l´umore della crisi, travolge ogni analisi, ogni discussione. Si tratta dello stesso Stato al quale, per generazioni, milioni di italiani hanno chiesto assunzioni, favori, esenzioni, protezione, assistenzialismo, e una lasca applicazione delle leggi, perché abusivismo ed evasione sono stati la generosa mancia che uno Stato piacione ha elargito a piene mani per decenni in cambio di voti. Quello Stato blandito come un padrino e questo, coperto di sputi, sono il rovescio della stessa medaglia: una comunità nazionale incapace, se non in cerchie ristrette e vanamente virtuose, di avere con il potere un rapporto adulto. Se siamo un popolo che, allo Stato, o bacia la mano o gliela morde, è perché siamo tragicamente incapaci di guardarci dentro, farci un esame di coscienza, prenderci le nostre responsabilità individuali e collettive. Lo Stato ci faceva comodo prima, come tetta da spremere, ci fa comodo oggi, come tiranno da impiccare.

13 gennaio 2013

Дискотека Авария - Новогодняя Discoteka Avariya Novogodnjaja



Новый Год к нам мчится,
Скоро все случится,
Сбудется что снится,
Что опять нас обманут, ничего не дадут.
Ждать уже недолго,

10 gennaio 2013

Giustiziare

Accade spesso che i giornali, per indicare che delle persone sono state assassinate, usino il termine “Giustiziare”, che viene dall’etimo ‘Giustizia’, e che indica una condanna emessa in seguito a regolare sentenza. “Giustiziare” ed “assassinare”  non sono affatto sinonimi, a meno che non si voglia implicare che qualunque omicidio, specie i più efferati, è un atto di giustizia, e dare la patente di “giustizieri” agli emissari delle Mafie e di altre organizzazioni delittuose.