19 luglio 2013

Ainis: fuori la politica dall'amministrazione

IL RAPPORTO TESO TRA POLITICA E BUROCRAZIA

La confusione e le inefficienze

Dal male nasce il bene, recita un vecchio proverbio. Il male è il caso Shalabayeva: una vicenda che ci ha fatto diventare rossi di vergogna. Il bene alberga nel dibattito che ne è scaturito, scoperchiando il vaso di Pandora dei rapporti fra politica e amministrazione. Però anche dal bene può nascere il male. Succede quando le diagnosi si rivelano fallaci, quando perciò le terapie possono infliggere il colpo di grazia all'ammalato, invece di guarirlo.
Ma perché, non è forse vero che in Italia l'alta burocrazia ha troppi poteri? Certo che sì, e l'espulsione di quella giovane mamma con la sua bambina - decretata dopo un giro di valzer fra dirigenti del ministero dell'Interno e della Polizia di Stato - ne costituisce la prova provata. Le opposizioni hanno reagito chiamando a risponderne il ministro, secondo le regole della democrazia parlamentare; dimenticando che una crisi di governo, mentre tutto il Paese è in crisi, sarebbe una sciagura. Per un momento l'ha dimenticato anche il Pd, benché questo partito esprima il presidente del Consiglio. Poi Napolitano ha richiamato tutti alla realtà, e almeno per adesso il pericolo parrebbe scongiurato. Però alla fine della giostra resta un delitto senza un assassino. E in secondo luogo rimane in circolo il sospetto - di più, la convinzione - che ministri e ministeri vivano in stanze separate. Da qui la debolezza dei governi, da qui l'arroganza delle burocrazie. Da qui, in breve, l'esigenza di mettere un guinzaglio politico al collo dei grand commis di Stato.
Errore: è casomai l'opposto che dovremmo fare.

17 luglio 2013

Bingo Bongo e il vero Re del Congo

Come tanti, sono rimasto inorridito di fronte al paragone fatto dal Vicepresidente del Senato Calderoli, tra il ministro Kyenge (la prima di colore in Italia) e un orango.
Inorridito, e poi schifato dal solito balletto dei distinguo, dal nascondere il braccio dopo aver tirato il sasso, dalle giustificazioni puerili che vogliono far passare un paragone volgare per un complimento.
Tra razzisti ed antirazzisti, tuttavia, temo siano molti di più i punti in comune che le differenze.
Per entrambi, infatti, Cecile Kyenge è il prodotto di una società marginale, di un continente di cui non mette conto occuparsi, se non per dispiegarvi assistenza e cooperazione, e che, diventando italiana e poi ministra, ha fatto un deciso salto di qualità esistenziale.
Le stesse caratteristiche che ne fanno un simbolo positivo per la sinistra, ne fanno un idolo polemico per la destra più becera.
Il minimo comun denominatore, insomma, è sempre il vecchio paternalismo eurocentrico.

Pochi sembrano rendersi conto di che cosa è l’Africa e in particolare il Congo, quasi non riuscissimo ad emanciparci da quelle immagini da bollettino parrocchiale col negretto col ventre gonfio e moribondo.

15 luglio 2013

Io, la potente macchina amministrativa...

A: 'lettere@corriere.it'
Angelo Panebianco, come prima di lui Giavazzi, individuano nell'alta burocrazia uno dei freni alla crescita dell’Italia.  

Dall’interno della Pubblica Amministrazione, vorrei offrire un diverso punto di vista: la “Burocrazia” (nel senso di regole astruse, di lacci alla creatività personale, di freno alla produttività) non è un problema solo per i comuni cittadini, ma anche per i funzionari pubblici.
Sono un dirigente di line, ho 11 anni di amministrazione attiva, lavoro sul territorio, i miei uffici si aprono sulla strada, proprio come una bottega, ogni giorno ho a che fare con il pubblico, e in più con un mondo, quello del carcere, che è agli ultimi posti delle preoccupazioni collettive.

Come i cittadini, anch’io sono destinatario di regole complicate ed astruse, circolari esplicative che non esplicano un bel niente, procedure balorde. 
Con l'aggravante che in prima linea ci sto IO, lo Stato per i cittadini sono IO, se non funziona qualcosa la gente se la prende con ME, non con chi sta in un Gabinetto o in qualche struttura di missione della Presidenza del Consiglio.
Sto tra l’ incudine e il martello, e tutto questo per avere prospettive di sviluppo professionale e di carriera pari a zero.