14 gennaio 2014

Tu vuò fà l'Americano, 'mericano...

Un viaggio imbarazzato nei peggiori sfondoni delle traduzioni inglesi. Per scoprire che spesso l'inglese si capisce meglio del messaggio in italiano di cui suppone essere la traduzione...   

Scena prima: Stazione Termini, Roma, uscita su Piazza dei Cinquecento. I passeggeri che vogliono prendere il taxi vengono indirizzati da due cartelli a seconda della destinazione, all’interno oppure all’esterno delle Mura Aureliane. Certo, un visitatore giunto per la prima volta a Roma potrebbe non sapere in che zona si trova il suo albergo, oppure non avere la più pallida idea di cosa sono le Mura Aureliane, ma pazienza: il cartello ha una mappa e persino una traduzione in Inglese, che suona così: “Servizio entro / service within the confine / “Mura Aureliane””.Service within the confine??? Wozz ‘confine’?” chiederà il turista texano… “This way to destinations within the city centre” risponderà un impeccabile e cortesissimo taxista romano (i tassinari romani sono tutti educati a Oxford, si sa).

Pazienza, il turista disorientato salirà su un filobus, il 90, anche senza acquistare il biglietto a terra: "Emettitrici a bordo" dice un avviso sulla porta. Appena entrato un altro cartello dal significato sibillino lo metterà in guardia: “La presenza di emettitrice a bordo non esenta il passeggero dall’obbligo di viaggiare con il titolo di trasporto valido”. E che vuol dire?
Per fortuna, se siete bilingui, la traduzione inglese è un po' più chiara: “Travellers must possess a valid ticket at all times during their journey. This obligation remains valid even in the event of faulty ticket machine on the bus”. Cioè, anche se l’emettitrice di bordo è guasta, il passeggero deve comunque viaggiare con il biglietto valido. Aaaahhh!!! Fantastica ATAC, che si esprime in inglese meglio che in italiano.
Oddio, “to possess” vuol dire propriamente ‘esercitare un dominio’, avere addosso si dice 'to hold'; ‘at all times’ è una inutile ripetizione di “during their journey” che è a sua volta un’ovvietà: un ‘traveller’ non è tale se non durante un viaggio: l’inglese è una lingua logica. E comunque un “traveller” è uno che fa un lungo viaggio (travel), non uno che fa tre fermate d’autobus (bus trip), il quale semmai è un ‘passenger’. “Ticket machine” (macchina dei biglietti) non è scorretto, ma forse “ticketing machine” (macchina emettitrice dei biglietti) sarebbe stato ancora più corretto. Quanto alla “faulty machine”, che se ho capito bene vorrebbe dire ‘macchina difettosa’, ‘a fault’ è un difetto originale, non un temporaneo malfunzionamento: in italiano aulico, appunto, “una falla”. Se la machine è faulty, la colpa dovrebbe essere della ditta fornitrice, o di chi l'ha messa in esercizio senza collaudo, giusto?
Si sarebbe semplicemente potuto tradurre: “Passengers must hold a valid ticket, even if the ticketing machine is not working”.

Inglese a parte, va stigmatizzata la logica dell'ATAC, secondo cui i passeggeri dovrebbero salire sul filobus con un biglietto di riserva in tasca, casomai trovassero l'emettitrice guasta.  In un mondo normale l'Azienda dei Trasporti dovrebbe garantire l'efficiente funzionamento di tutto il mezzo, comprese le emettitrici. 
Ve lo immaginate un bus con l'avviso: "se manca la benzina i passeggeri sono tenuti a spingere?" In inglese o italiano, la conclusione è sempre la stessa: se il servizio funziona male, tocca al cittadino arrangiarsi.

Benvenuti a Roma, capitale turistica del terzo millennio. 






















Qui è un  avviso della metropolitana: "We informE you, BECAUSE there are THE works in the station"...  ehhh, Nojo volevam savuar per andare dove dobbiamo andare, dove dobbiamo andare?....


Questa è invece una vetrina di Orvieto:
E il bello è che lo hanno anche corretto!!!!
(per la cronaca, “su misura” si traduce: “made-to-measure, tailor-made, custom-made”).



Forse voleva dire Pace Maker?

Il TG3 ci riserva questa chicca: 


















...abbiamo imparato l'Inglese e dimenticato il Latino, bel progresso...
Alla Stazione Termini questa:



















Si noti che grazie a Dio non hanno provato a tradurre 'obliteratrice' (parola già di suo propria del peggior lessico burocratese...') . "Fuori servizio" lo hanno tradotto 'outside service': stanno proprio fuori, come un balcone...

Qui alcuni imbarazzanti cartelli dalla Scuola Nazionale di Ammministrazione di Caserta....


 

E infine gli avvisi firmati dal Ministero dei Trasporti negli ascensori della Metropolitana di Roma...

...il confronto tra un involuto e burocratico italiano (con in più un errore di ortografica: 'soRVaccarico'), assolutamente intraducibile se non con una frase inglese molto semplice: "L'ascensore non funziona se sovraccarico"... Ci voleva tanto a dirlo?

Chi parla inglese pensa meglio. 

Ancora, per la collezione, il Corriere Roma del 25/4/2014




12 gennaio 2014

du iu spik inglish?

E il bello è che lo hanno anche corretto!!!!
(per la cronaca, “su misura” si traduce: “made-to-measure, tailor-made, custom-made”)



















 

Il Latino, questo sconosciuto.....


















nota che grazie ha Dio non hanno provato a tradurre 'obliteratrice' (parola già di suo propia del peggior lessico burocratese...')