06 settembre 2016

Sopratutto non creda che gli amici telefonino ogni sera

Non ha mai avuto tutt'a un tratto bisogno di simpatia, di aiuto, di amicizia? Certamente sì. Io ho imparato ad accontentarmi della simpatia. Si trova con maggior facilità, e poi non impegna. "Creda alla mia simpatia", nell'intimo precede immediatamente "ed ora occupiamoci d'altro". È un sentimento da presidente del consiglio: lo si ottiene a buon mercato dopo le catastrofi. L'amicizia è una cosa meno semplice. È lunga e difficile da ottenere, ma quando la si ha, non c'è più mondo di liberarsene, bisogna far fronte. Sopratutto non creda che gli amici telefonino ogni sera, come dovrebbero, per sapere se non è proprio quella la sera in cui uno ha deciso di uccidersi, o più semplicemente se ha bisogno di compagnia, se è disposto ad uscire. Ma no, se telefonano, stia tranquillo, sarà la sera in cui non si è soli e la vita è bella. Al suicidio magari vi ci spingono, in nome di ciò che, secondo loro, uno deve a se stesso. Caro signore, ci salvi il cielo dall'essere collocati troppo in alto dai nostri amici! Quanto a loro che avrebbero il compito di amarci, voglio dire i parenti ed i congiunti (che modo d'esprimersi!), è un'altra faccenda. Sanno la parola che ci vuole, ma è una parola proiettile; telefonano come si tira al bersaglio. E mirano giusto, i traditori!
— Albert Camus, La caduta

26 giugno 2016

Brexit!

https://www.facebook.com/notes/dario-quintavalle/brexit-opportunit%C3%A0-e-prospettive/10153719580758595

19 aprile 2016

Dario @ OECD

Dario @ OECD



The Italian Experiences of the
SNA Programme
on the Role of the Senior Civil Service
in Building a Culture of Integrity

Presentation to the
OECD Working Party of Senior Public Integrity Officials (SPIO)
In the framework of the OECD Integrity Week
Paris, April 18th 2016
by Dario Quintavalle, SNA Alumni



Good afternoon, and thank you very much for the invite to this working party.
My name is Dario Quintavalle, I am a member of the Italian Senior Executive Service and I’m here on behalf of the Italian National School of Government (SNA) Alumni Association.
    If I were a novelist, and I should write a book about the Italian Civil Service, I would title it after Jane Austen as: “Little Pride, and Lot of Prejudice”, as it seems “a truth universally acknowledged”, that civil servants are too many, too well paid, and deliver too little, and too bad.
It is, indeed, not the best of the moments to be a public servant in my country: we are deep into a crisis of legitimacy – which partly explains the low ranking of Italy in the Transparency International Corruption Perception Index.
Civil servants are not seen as partners for growth; not as an asset, but as a cost.
The workforce is ageing; prestige and motivation are low.
This is to say, that I’m not going to sell you a full success story, but to deliver a message that there are – notwithstanding – seeds and germs that are operating in the system to change how it is perceived by the general public – and that they need encouragement.

06 aprile 2016

Il Re di Norvegia è un buzzurro

Il Presidente del Consiglio Renzi porge la mano al Re di Norvegia, che non gliela stringe. Pare che l'etichetta voglia...

Pubblicato da Dario Quintavalle su Mercoledì 6 aprile 2016

25 marzo 2016

San Leone Magno, storie di mala educación

Dopo questo articolo Repubblica ha cominciato a pubblicare lettere di dropouts che ce l’hanno ancora con la scuola dopo tanti anni. 
E' bene ricordare allora che al San Leone Magno hanno studiato anche il Presidente della Repubblica e suo fratello, Piersanti Mattarella, non solo i delinquenti del Circeo. 

Quindi oltre alle “Storie di Malaeducacion” se ne potrebbero raccontare molte di positive, a partire dalla figure del teologo dissidente don Carlo Molari, che lì trovò rifugio, e di Walter Mauro, insigne critico letterario, maestro di scrittura per generazioni di studenti (come provano i successi letterari di Lodoli ed Albinati).
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San Leone Magno, storie di mala educación

Il romanzo "La scuola cattolica" di Edoardo Albinati e il lato oscuro di Roma
di MARCO LODOLI


Nel paesaggio un po’ spento della letteratura italiana contemporanea è precipitato un libro potente, poliforme, acuto, esagerato: “La scuola cattolica” di Edoardo Albinati. Non ha nulla a che vedere con i romanzi attuali, costruiti attorno al principio della fiction, del plot, dell’ipernarratività che deve acchiappare il lettore nella sua rete senza affaticarlo con pensieri pesanti: il libro di Albinati è novecentesco, a modo suo si collega a romanzi come “L’uomo senza qualità” di Musil o “La montagna incantata” di Thomas Mann nei quali la digressione, la riflessione, il ruminamento mentale sono la struttura stessa della vicenda narrata.

Nelle mille e trecento pagine de “La scuola cattolica” si aprono mille porte su mille temi diversi, eppure il romanzo-mondo di Albinati appare ugualmente compatto, necessario in ogni divagazione e in ogni smarrimento, perché comunque ogni rivolo scende nella stessa vasca, alimenta la stessa preoccupazione.

Il tema che tutto genera è quello dell’educazione del maschio borghese nel principale istituto cattolico del quartiere Trieste, il San Leone Magno, negli anni Sessanta e Settanta. Conosco bene quelle aule, la chiesa, la piscina, i cortili perché anche io ho studiato là, per otto lunghi anni, e proprio insieme a Edoardo, il grande amico della mia adolescenza.

12 febbraio 2016

La Moldavia fa Schifo!

Il piccolo Stato (ri)sorto dalle ceneri dell’Urss è in mano a un’oligarchia rapace che ne ha fatto un hub di traffici e malaffare. Il nuovo articolo di Dario Quintavalle

Pubblicato da Limes, rivista italiana di geopolitica su Mercoledì 10 febbraio 2016

28 gennaio 2016

La vera gaffe nella visita di Rohuani

Interessante quanto mi ha detto un amico iraniano: mentre noi ci accaniamo nella polemica sulle #statuecoperte, in Iran ...

Pubblicato da Dario Quintavalle su Giovedì 28 gennaio 2016

12 gennaio 2016

Limes, la Crimea, l'Ucraina.

Trovo un po’ comica la querelle sollevata dall’Ambasciatore d’Ucraina a proposito di una carta pubblicata dalla rivista Limes, su cui occasionalmente scrivo, e che mi trova coinvolto su Twitter.

Limes sarebbe colpevole di aver raffigurato, in una carta di Laura Canali, la Crimea come facente parte della Federazione Russa.  La risposta di Lucio Caracciolo è stata, molto correttamente, che quella carta rappresenta la situazione di fatto sul terreno. In effetti Limes non è l’Istituto Geografico de Agostini: il suo compito non è quello di produrre carte geografiche e politiche accurate.