25 marzo 2016

San Leone Magno, storie di mala educación

Dopo questo articolo Repubblica ha cominciato a pubblicare lettere di dropouts che ce l’hanno ancora con la scuola dopo tanti anni. 
E' bene ricordare allora che al San Leone Magno hanno studiato anche il Presidente della Repubblica e suo fratello, Piersanti Mattarella, non solo i delinquenti del Circeo. 

Quindi oltre alle “Storie di Malaeducacion” se ne potrebbero raccontare molte di positive, a partire dalla figure del teologo dissidente don Carlo Molari, che lì trovò rifugio, e di Walter Mauro, insigne critico letterario, maestro di scrittura per generazioni di studenti (come provano i successi letterari di Lodoli ed Albinati).
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San Leone Magno, storie di mala educación

Il romanzo "La scuola cattolica" di Edoardo Albinati e il lato oscuro di Roma
di MARCO LODOLI


Nel paesaggio un po’ spento della letteratura italiana contemporanea è precipitato un libro potente, poliforme, acuto, esagerato: “La scuola cattolica” di Edoardo Albinati. Non ha nulla a che vedere con i romanzi attuali, costruiti attorno al principio della fiction, del plot, dell’ipernarratività che deve acchiappare il lettore nella sua rete senza affaticarlo con pensieri pesanti: il libro di Albinati è novecentesco, a modo suo si collega a romanzi come “L’uomo senza qualità” di Musil o “La montagna incantata” di Thomas Mann nei quali la digressione, la riflessione, il ruminamento mentale sono la struttura stessa della vicenda narrata.

Nelle mille e trecento pagine de “La scuola cattolica” si aprono mille porte su mille temi diversi, eppure il romanzo-mondo di Albinati appare ugualmente compatto, necessario in ogni divagazione e in ogni smarrimento, perché comunque ogni rivolo scende nella stessa vasca, alimenta la stessa preoccupazione.

Il tema che tutto genera è quello dell’educazione del maschio borghese nel principale istituto cattolico del quartiere Trieste, il San Leone Magno, negli anni Sessanta e Settanta. Conosco bene quelle aule, la chiesa, la piscina, i cortili perché anche io ho studiato là, per otto lunghi anni, e proprio insieme a Edoardo, il grande amico della mia adolescenza.